STRATEGIA REGIONALE
PER LO SVILUPPO
SOSTENIBILE

Acqua pulita
Acqua pulita
e servizi igenico sanitari
6
Partnership per gli obiettivi
Partnership
per gli obiettivi
17
Ridurre le disuguaglianze
Ridurre
le disuguaglianze
10
La vita sott'acqua
La vita
sott'acqua
14

STRATEGIA
REGIONALE
PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Lavoro dignitoso e crescita economica
Lavoro dignitoso
e crescita economica
8
Povertà zero
Povertà
zero
1
Pace, giustizia e istituzioni forti
Pace, giustizia
e istituzioni forti
16
Città e comunità sostenibili
Città e
comunità sostenibili
11
Consumo e produzione responsabili
Consumo
e produzione responsabili
12
Istruzione di qualità
Istruzione
di qualità
4
Fame zero
Fame
zero
2
Salute e benessere
Salute
e benessere
3
Uguaglianza di genere
Uguaglianza
di genere
5
Industria, innovazione e infrastrutture
Industria, innovazione e infrastrutture
9
Fame zero
Energia pulita e
accessibile
7
La vita sulla Terra
La vita
sulla Terra
15
Agire per il clima
Agire
per il clima
13

LE ULTIME

NEWS

Elementi totali 3.
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16 dic 2020

Martedì 15 dicembre ha avuto luogo il CircEMilan final virtual event (il cui programma alleghiamo a questa news) evento conclusivo di disseminazione del progetto CircE – European Regions toward Circular Economy dedicato alla presentazione dei risultati del progetto, raccontati attraverso la voce di tutti i protagonisti: Segretariato del Programma Interreg Europe, Stakeholders, referenti dei partner, tecnici che hanno supportato l’attività del progetto.

Un momento significativo del meeting è stata la tavola rotonda che ha visto coinvolti i rappresentanti politici del partenariato (per Regione Lombardia l’Assessore all’Ambiente e Clima, Raffale Cattaneo), che hanno affrontato il tema cruciale dell’integrazione dei fondi europei per supportare l’economia circolare e come risorsa per orientare una più efficace e sostenibile ripresa economica a valle della pandemia.

Per conoscere più in dettaglio attività e risultati del progetto e il set di metodologie utilizzate per analizzare le filiere al fine individuare opportunità di economia circolare, è possibile scaricare la Pubblicazione finale, disponibile qui in allegato in lingua italiana e inglese.

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23 nov 2020

Si sono chiusi i lavori della tre giorni che Regione Lombardia ha dedicato alla sostenibilità, nell’ambito del percorso avviato per la costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile.

Tre giorni intensi di eventi e approfondimenti per riflettere sulle prospettive di sviluppo, proprio in questo momento di forte difficoltà per l’economia e la società a causa della pandemia.

Come ha confermato il Presidente Fontana all’apertura del Forum “La sostenibilità è il tema che sostiene il nostro futuro” ed è quindi un riferimento imprescindibile per la ripartenza.

 

Nei prossimi giorni, tutti i video delle diverse sessioni che hanno caratterizzato il Forum verranno messi a disposizione nella sezione dedicata su questo sito, con l’intenzione di discuterne ancora e raccogliere le ulteriori riflessioni da parte di tutti gli interessati.

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16 set 2020

L’Italia di fine secolo? Con temperature più alte di 2 gradi nella migliore delle ipotesi, addirittura di 5 gradi nello scenario peggiore. Nel Belpaese sarà netto l’aumento di incendi e di malattie legate a stress termico e inquinamento, ci saranno danni in tutti i settori - in particolare agricoltura e turismo - e, nel complesso, l’insieme delle conseguenze dei cambiamenti climatici si tradurrà in un calo dell’8% del PIL pro capite.

Ecco quello che potrebbe essere il nostro futuro da qui a 30 anni, secondo un rapporto inedito. È l’“Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in Italia” curato dai 30 esperti della Fondazione CMCC, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici fondato per studiare i cambiamenti climatici, e realizzare modelli sulla loro interazione con la nostra società.

L’ “Analisi” mette in fila, per la prima volta in modo integrato, i rischi principali che correremo a seconda dei diversi livelli di riscaldamento globale. Allo stesso modo, il rapporto CMCC punta a evidenziare le priorità di intervento: nei processi decisionali, nelle politiche pubbliche, nei programmi di investimento e nella pianificazione della spesa pubblica.

I punti salienti

I diversi modelli climatici sono concordi nel valutare un aumento della temperatura fino a 2°C nel periodo 2021-2050 (rispetto a 1981-2010). Nello scenario peggiore, l’aumento della temperatura può raggiungere i 5°C.

È prevista una diminuzione delle precipitazioni estive nelle regioni del centro e del Sud, e un aumento di eventi precipitazioni intense. In tutti gli scenari aumenta il numero di giorni caldi e dei periodi senza pioggia.

Per quanto riguarda gli eventi estremi, si legge, “la probabilità del rischio è aumentata in Italia del 9% negli ultimi vent’anni”.

Inevitabili le ricadute economiche. Lo studio spiega che “i costi degli impatti dei cambiamenti climatici in Italia aumentano rapidamente e in modo esponenziale al crescere dell’innalzamento della temperatura nei diversi scenari, con valori compresi tra lo 0,5% e l’8% del Pil a fine secolo. I cambiamenti climatici aumentano la disuguaglianza economica tra regioni. Tutti i settori dell’economia italiana risultano impattati negativamente dai cambiamenti climatici, tuttavia le perdite maggiori vengono a determinarsi nelle reti e nella dotazione infrastrutturale del Paese, nell’agricoltura e nel settore turistico, nei segmenti sia estivo sia invernale”.

L’impatto specifico sulle città

In seguito all’incremento nelle temperature medie ed estreme, alla maggiore frequenza (e durata) delle ondate di calore e di eventi di precipitazione intensa, bambini, anziani, disabili e persone più fragili saranno coloro che subiranno maggiori ripercussioni. Sono attesi, infatti, incrementi di mortalità per cardiopatie ischemiche, ictus, nefropatie e disturbi metabolici da stress termico e un incremento delle malattie respiratorie dovuto al legame tra i fenomeni legati all’innalzamento delle temperature in ambiente urbano (isole di calore) e concentrazioni di ozono (O3) e polveri sottili (PM10).

Rischio geo-idrologico e risorse idriche

Da un lato ci si attende lo scioglimento di neve, ghiaccio, con possibili ed evidenti enomeni di dissesto nelle zone alpine e appenniniche, un ulteriore aumento di frane e del rischio di idraulico per piccoli bacini.

Dall’altro è prevista la riduzione “della risorsa idrica rinnovabile, sia superficiale che sotterranea, in quasi tutte le zone semi-aride”. La qualità dell’acqua e la sua stessa disponibilità diventano dunque a rischio, specie d’estate quando aumenta la domanda, per settori diversi: da quello civile a quello industriale, da  quello agricolo a quello per la produzione dell’energia. .

Gli incendi

Con l’aumento delle temperature e la riduzione delle precipitazioni medie annue, la maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi quali le ondate di calore o la prolungata siccità, il rapporto prevede un prolungamento della ‘stagione’ degli incendi e un aumento delle giornate con pericolosità estrema che, a loro volta, si potranno tradurre in un aumento delle superfici percorse con conseguente incremento nelle emissioni di gas a effetto serra e particolato.

Il rapporto completo e altri materiali sono disponibili su:
https://www.cmcc.it/it/analisi-del-rischio-i-cambiamenti-climatici-in-italia

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