STRATEGIA REGIONALE
PER LO SVILUPPO
SOSTENIBILE

Acqua pulita
Acqua pulita
e servizi igenico sanitari
6
Partnership per gli obiettivi
Partnership
per gli obiettivi
17
Ridurre le disuguaglianze
Ridurre
le disuguaglianze
10
La vita sott'acqua
La vita
sott'acqua
14

STRATEGIA
REGIONALE
PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Lavoro dignitoso e crescita economica
Lavoro dignitoso
e crescita economica
8
Povertà zero
Povertà
zero
1
Pace, giustizia e istituzioni forti
Pace, giustizia
e istituzioni forti
16
Città e comunità sostenibili
Città e
comunità sostenibili
11
Consumo e produzione responsabili
Consumo
e produzione responsabili
12
Istruzione di qualità
Istruzione
di qualità
4
Fame zero
Fame
zero
2
Salute e benessere
Salute
e benessere
3
Uguaglianza di genere
Uguaglianza
di genere
5
Industria, innovazione e infrastrutture
Industria, innovazione e infrastrutture
9
Fame zero
Energia pulita e
accessibile
7
La vita sulla Terra
La vita
sulla Terra
15
Agire per il clima
Agire
per il clima
13

LE ULTIME

NEWS

Elementi totali 3.
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24 set 2021

È prevista per domenica 26 settembre 2021, con uno slittamento dovuto alle limitazioni legate alla pandemia, la Giornata del Verde Pulito, promossa da Regione Lombardia per diffondere consapevolezza e iniziative concrete sulle tematiche ambientali.

Tale data coincide con quella in cui si svolge “Puliamo il Mondo”, il tradizionale appuntamento di Legambiente: questa coincidenza ha permesso una nuova collaborazione tra Regione e Legambiente per l’organizzazione della giornata.

La Giornata del Verde Pulito riveste da vari anni un ruolo significativo nel contesto regionale, sia di sensibilizzazione e informazione ai cittadini, sia di realizzazione di azioni concrete di pulizia e sistemazione di aree a verde nei Comuni che aderiscono all’iniziativa.

A oggi risultano aderenti alla Giornata del Verde Pulito oltre 110 Comuni, oltre a 32 tra associazioni, scuole ed enti gestori di riserve naturali.

La social call fotografica e un evento il 18/11

Nel 2019 è stata ideata una social call fotografica legata all’evento, cui hanno aderito 38 comuni lombardi, che sono stati invitati a postare la foto più rappresentativa della giornata su un evento Facebook appositamente creato. In quella occasione il Comune di Rogolo (SO) vinse la social call, avendo ottenuto più “mi piace” (considerati in rapporto alla popolazione del Comune).

Nel 2020 l’evento è stato purtroppo annullato, a causa dell’emergenza pandemica in atto.

Quest’anno si ripropone la social call, con l’invito a postare su Facebook la foto più rappresentativa della giornata. Saranno proposte tre categorie di comuni, in base alla popolazione: sotto i 5.000 abitanti, tra 5.000 e 15.000 abitanti e sopra i 15.000 abitanti. Infine, riceverà una menzione speciale la foto più emblematica fra tutte quelle pubblicate.

Il 18 novembre all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia saranno premiati tutti i comuni partecipanti, in un evento organizzato da Regione e dall’Assessore all’Ambiente e Clima, con la partecipazione della Presidente di Legambiente Lombardia.

Una lunga storia

Nel 1987 un gruppo di 18 Comuni della Brianza organizzò, con la partecipazione di associazioni ambientaliste e sportive, la prima Giornata del Verde Pulito.

Nel 1991 è stata approvata la legge regionale n.14, che istituisce ufficialmente la Giornata del Verde Pulito da realizzarsi in una domenica nei mesi di aprile e maggio.

Dal 2002, a seguito dell’approvazione della l.r. 1/2000, sono state delegate alle province le funzioni relative alla promozione e coordinamento della Giornata del verde pulito di cui alla l.r. 14/1991, mentre è rimasta in capo al Presidente della Giunta regionale la competenza a definire la data della manifestazione.

L’istituzione della giornata, con la sua azione di stimolo e sensibilizzazione, ha contribuito a consolidare nei Comuni lo svolgimento di iniziative sul territorio e ha stimolato la nascita di vari Parchi locali di interesse sovracomunale.

La centralità dell'educazione ambientale

In particolare, si è dato impulso ad azioni dirette a ripulire i boschi, le sponde dei laghi, dei fiumi e di altri corsi d’acqua, nonché le aree verdi di proprietà pubblica o soggette a fruizione pubblica, a eventi di sensibilizzazione e coinvolgimento delle scuole e dei cittadini in azioni personali per un consumo consapevole e per la formazione di una cultura e di una coscienza ambientale.

Un altro elemento importante per la Giornata del Verde pulito è costituito dall’educazione ambientale. Il rapporto con le giovani generazioni e con il mondo degli adulti, dei fruitori, degli amanti del verde e della natura, di tutti i cittadini è un tassello fondamentale per uno sviluppo sostenibile e per far crescere il senso di responsabilità e appartenenza che porta ad attivarsi in prima persona nella difesa del bene comune.

 

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22 set 2021

Il Premio intende porre l’attenzione sull’importanza del riciclo/riuso, sullo scambio di risorse e la condivisione dei processi produttivi e di gestione per migliorare la qualità degli interventi, favorendo percorsi verso sistemi eco-industriali che limitino al massimo i sottoprodotti non utilizzati, il loro smaltimento e la conseguente dispersione nell’ambiente.
Promuovere le opportunità offerte dai modelli di simbiosi industriale per lo sviluppo dell’economia circolare e la diffusione delle buone pratiche realizzate.

Possono candidarsi Enti locali e mondo dell’impresa che, negli anni 2020-2021, abbiano realizzato, avviato, o anche solo approvato ed autorizzato, interventi di diminuzione dei rifiuti e di uso efficiente dei materiali di scarto.

Sarà assegnato un premio per le seguenti categorie:
Enti locali: categoria 1: comuni fino a 30.000 abitanti; categoria 2: comuni oltre 30.000 abitanti
Mondo dell’impresa: categoria 1: fatturato fino a 30 milioni; categoria 2: fatturato oltre i 30 milioni.

Il termine per la presentazione delle candidature è venerdì 26 novembre 2021.
Per candidarsi è necessario inviare l’allegato al presente documento:
scheda di partecipazione, compilata e sottoscritta dal legale rappresentante
(o da altro soggetto autorizzato)
per posta elettronica mantenendo il formato PDF della scheda di partecipazione a:
info@versounaeconomiacircolare.it

 

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10 set 2021

Le città sono, e sempre più saranno, il fulcro dello sviluppo umano. Ecco perché un nuovo modello di sviluppo, più sostenibile, non può che passare da un ripensamento in chiave di economia circolare delle attività legate ai sistemi urbani: mobilità, gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, energie rinnovabili ed efficienza energetica, aumento delle superfici di verde urbano.

Questo fa capire, e testimonia con dati, il Quaderno “Economia Circolare e Città Verdi” pubblicato il 6 settembre da Symbola, Fondazione che promuove Green economy, cultura e coesione sociale.

Città responsabili del 70% delle emissioni di carbonio

Basta partire da alcuni numeri: il 55% della popolazione mondiale vive in paesi e città, percentuale che entro il 2050 si prevede possa aumentare fino a raggiungere il 70%. Nonostante le città occupino meno del 2% del territorio mondiale, producono l’80% del PIL e oltre il 70% delle emissioni di carbonio .

Questi dati ci dicono che politiche orientate alla transizione ecologica non possono prescindere da una considerazione specifica del ruolo delle città: per la percentuale di popolazione mondiale che accolgono, per la loro complessiva impronta ecologica ma anche perché - come raccontano altre cifre - proprio i nuclei urbani sono i più sensibili agli effetti dei cambiamenti climatici.

“In tutti i continenti -  riporta dunque il Quaderno a cura di Symbola - le città risultano fortemente esposte a maggiore frequenza e intensità di eventi estremi, dalle alluvioni improvvise a periodi siccitosi; aumento della temperatura con il verificarsi di ondate di calore sempre più violente e innalzamento del livello del mare. Ad esempio, 3/4 di tutte le grandi città si trovano sulla costa e più della metà della popolazione mondiale vive entro 60 chilometri dal mare”.

Allo stesso tempo, come detto più sopra “le città sono anche causa dei cambiamenti climatici, dal momento che le attività a livello urbano sono la principale fonte di emissioni di gas-serra”.

In allegato il report completo.

Da Smart a Green City, un nuovo paradigma

Ecco perché interrogarsi sulla trasformazione dei centri urbani in “Città verdi” e sostenibile è imprescindibile. Symbola insiste in particolare sul passaggio da Smart City a Green City. Tenendo conto che il concetto di ‘smart’ si è evoluto e “via via riempito di

nuovi significati, indicando città in grado di gestire le risorse in modo intelligente, resilienti agli eventi naturali, progettate attorno ai propri cittadini e per questo

attente alla qualità della loro vita e ai loro bisogni”. Non solo: l’idea di fondo è che le città di domani, se sostenibili, potranno essere il cardine di uno sviluppo anche economico a partire da nuove attività e lavori green. Già oggi poi, seguendo questa direzione, la transizione energetica oltre a combattere il Climate Change può diventare il cuore della ripresa post-Covid.

Il documento - redatto insieme a IILA, Istituto italo-latino americano - presenta dunque best practice, trend e analisi su 5 aree, quelle dei principali ambiti di cui le politiche urbane devono occuparsi per rendere green la città: Acqua, Mobilità, Materia, Energia, Verde e Agricoltura Urbana.

Sempre tenendo presenti i due livelli di cui si compone ogni centro urbano: quello fisico, delle infrastrutture, dei servizi e delle tecnologie; e quello immateriale - ma determinante - dato da persone, relazioni, culture e dinamiche sociali che letteralmente fanno una città.

Le 5 aree di analisi, le best practice e le soluzioni proposte

Per fare un esempio, andando ad approfondire il tema dell’acqua si parla di Approvvigionamento e tutela della risorsa; Riduzione perdite e sprechi d’acqua; Trattamento delle acque reflue urbane ed eliminazione nuovi inquinanti; Riduzione e reimpiego fanghi di depurazione; Governance innovativa; Gestione deflusso acque meteoriche.

Accanto ai temi, vengono indicate tecnologie e soluzioni su cui puntare in questo ambito: nel caso dell’acqua, si tratta di Urban design; Sensorizzazione della rete; Big data e data analysis; Contatori intelligenti; Recupero, smaltimento o riutilizzo fanghi; Pianificazione deflussi.

Infine, interessanti e preziose sono le best practice riportate. Sempre a proposito di gestione delle risorse idriche, ecco allora la segnalazione - tra le soluzioni emergenti - di quella per il recupero di materia dai fanghi di depurazione avviata da Gruppo CAP a Truccazzano, con un innovativo impianto per il recupero della cellulosa dai fanghi dalle acque reflue attraverso un sistema di multifiltraggio.

Si tratta del primo impianto del genere in Italia, capace di estrarre cellulosa da riutilizzare per la produzione di compositi e biopolimeri nell’industria di plastica e bioplastica, e nella produzione di materiale da costruzione come l’asfalto stradale: esempio concreto di economia circolare.

“Un processo - si legge - che migliora anche la successiva fase di depurazione, perché le acque reflue prive di cellulosa sono più facili da trattare. La rimozione delle sostanze inquinanti risulta così più efficace, producendo anche un risparmio energetico, a tutto vantaggio dell’ambiente”.

PROTOCOLLO SVILUPPO SOSTENIBILE

ENTI

91

AZIONI

232