Il percorso

Un dialogo attivo tra enti per dare attuazione concreta ai 17 obiettivi previsti dall’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Regione Lombardia se ne fa promotrice con diverse iniziative. Tra queste il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, che è stato sottoscritto il 18 settembre 2019 alla presenza del presidente della Regione Attilio Fontana.
 
L’orizzonte di fondo è la costruzione di una Strategia Regionale di Sviluppo sostenibile: ovvero del proprio contributo alla Strategia nazionale di Sviluppo Sostenibile, per la realizzazione degli obiettivi fissati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), contenuti nell’Agenda sottoscritta dall’Assemblea Generale Onu nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri.
 
La sostenibilità è intesa nelle sue varie dimensioni - economica, sociale e ambientale - per garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non comprometta la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future.
 
Le tappe di questo percorso troveranno in questa piattaforma uno spazio virtuale, che affiancherà quelli fisici di incontro per favorire il confronto, l’informazione sui temi di riferimento, lo scambio di informazioni e di documenti.
 
In particolare, sono già attive Community dedicati ai Tavoli specifici istituiti dall’Osservatorio per l’Economia Circolare e la Transizione Energetica, che comprende varie realtà: da associazioni economiche e di categoria ai sindacati, da atenei a enti regionali, dalle associazioni ambientaliste a enti per la gestione dei servizi. 


Ecco i 17 obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo
Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile.
Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti
Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze
Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie
Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni
Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.
Costruire infrastrutture resilienti e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni
Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili
Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico
Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci, responsabili ed inclusive a tutti i livelli
Rafforzare gli strumenti di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile
Elementi totali 44.
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7 apr 2021

Una nuova spinta verso l’economia circolare: una misura da 3,6 milioni di euro di agevolazioni alle Micro, Piccole e Medie imprese perché adottino quest’ottica, con ricadute importanti sulle filiere lombarde.

L’iniziativa arriva da Regione Lombardia. Su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi e di concerto con l’assessore ad Ambiente e Clima Raffaelle Cattaneo, la Giunta regionale nella seduta del 7 aprile ha approvato i criteri del ‘Bando di sostegno alle MPMI’’.

Il bando mette a disposizione 3 milioni 621 mila euro. L’edizione 2021 sarà attuata da Unioncamere Lombardia: il testo verrà pubblicato entro fine aprile.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese sostenute, per un investimento minimo di 40 mila euro e un contributo massimo concedibile di 120 mila euro.

Chi può partecipare

Obiettivo è promuovere e riqualificare le filiere lombarde, la loro innovazione e il riposizionamento competitivo di interi comparti rispetto ai mercati, in ottica di economia circolare.

Vi possono partecipare le Micro Piccole e Medie imprese aventi sede operativa in Lombardia, in forma singola o in aggregazione composta da almeno 3 imprese rappresentanti la filiera produttiva.

Guidesi: bando richiesto da imprese

“Si tratta di una misura fortemente richiesta dalle imprese lombarde” nota l’assessore Guidesi. “Negli incontri avuti con gli imprenditori, infatti, uno dei temi principali su cui c’è sempre stato grande consenso è proprio sull’economia circolare. Soprattutto per i riflessi positivi che ha sull’indotto”. “È altresì utile valorizzare le filiere – prosegue – ed è anche questo uno dei fattori caratterizzanti della misura”.

Cattaneo: sostenere chi applica sostenibilità

“Il percorso verso l’economia circolare rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo delle imprese e Regione Lombardia guarda con favore ai percorsi che fanno della sostenibilità il proprio driver di crescita”, spiega Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente e Clima. “Attraverso questo bando – ha continuato – vogliamo sostenere le imprese che adottano soluzioni alternative e creative di produzione, come il recupero dei materiali e il riuso dei beni. La sostenibilità – ha chiosato – rappresenta infatti il nuovo nome dello sviluppo, in particolaere in questo momento di crisi”.

Gli ambiti dei progetti

Sono numerosi i progetti che si potranno presentare, in questi ambiti: innovazione di prodotto e processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, utilizzo di sottoprodotti nei cicli produttivi. Finanziata anche la riduzione di produzione rifiuti e il riutilizzo di beni e materiali.

Le innovazioni di processo o di prodotto per quanto riguarda la produzione e l’utilizzo di prodotti da recupero di rifiuti. Sono previste le attività di preparazione per il riutilizzo e progettazione e sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento della filiera.

Risorse anche per Eco-design e strumenti medicali

Saranno ammessi anche progetti di sperimentazione e applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (Eco-design).

Prevista inoltre l’implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali. Si punta alla riconversione della produzione per realizzare nuovi materiali, prototipi, per lo sviluppo di dispositivi e/o componenti anche in ambito medicale o per la sicurezza sul lavoro.

I progetti dovranno essere realizzati entro 12 mesi dall’approvazione della graduatoria. Il termine di rendicontazione scadrà nel 2022.

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16 mar 2021

La delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore all'Istruzione, Università, Ricerca e Innovazione Fabrizio Sala prevede la riapertura dei termini di presentazione delle candidature al Premio 'Lombardia è ricerca' da parte degli scienziati italiani più importanti fino al 18 giugno 2021. L'obiettivo è consentire una più ampia partecipazione al Premio che verrà assegnato nel corso della Giornata della Ricerca. 

"E' diventato - commenta l'assessore Fabrizio Sala - negli anni il Nobel lombardo della ricerca e di questo ne siamo molto orgogliosi. Quest'anno il premio di 1 milione di euro andrà a chi si distinguerà per una scoperta scientifica che riguarda l'ambito della sostenibilità e della qualità della vita, un'area strategica sempre più importante per Regione Lombardia e per tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro del nostro pianeta". 

Il Premio 'Lombardia è Ricerca' assegna 1 milione di euro al ricercatore o al gruppo di ricercatori che realizzano una scoperta di alto valore scientifico che presenti significative ricadute nel campo della sostenibilità ambientale al fine di un miglioramento della qualità della vita, in armonia con il sistema produttivo e la transizione verso nuovi modelli di sviluppo. 

"Il tema della sostenibilità - dice l'assessore regionale all'Ambiente e clima Raffaele Cattaneo - è cruciale nelle scelte politiche della nostra Regione, e l'innovazione è la via per affrontare le nuove sfide, soprattutto in questo anno di pandemia". 

"Lo sviluppo sostenibile infatti - chiosa Cattaneo - non guarda solo all'ambiente, ma interessa trasversalmente tutti i settori e attorno ad esso si gioca la più grande opportunità di sviluppo che abbiamo di fronte". 

"Per questo motivo - ha concluso - vogliamo dare una più ampia possibilità di partecipazione al premio, prolungando i termini per la candidatura".

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3 mar 2021

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione basato sulla crescita economica, l'inclusione sociale e la tutela dell'Ambiente sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Il programma fissa 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile declinati in 169 target che possono essere associati a 5 macrocategorie (5 P): Persone, Prosperità, Pace, Partnership, Pianeta.

A valle di questo accordo l'Italia, nel dicembre 2017, ha definito la propria Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS) che è diventata quadro strategico di riferimento delle politiche settoriali e territoriali, disegnando un ruolo importante per istituzioni e società civile nel lungo percorso di attuazione, che proseguirà fino al 2030.

La Città Metropolitana di Milano (CMM) è chiamata ora a delineare la propria agenda di sviluppo
sostenibile assieme al Ministero della Transizione ecologica e in condivisione con la Regione Lombardia e le altre Città metropolitane italiane.
Gli eventi di questa rassegna intendono presentare le sfide che CMM ci accinge ad affrontare e danno il via ai lavori che vedranno impegnato nel 2021 il nostro territorio nel definire l’Agenda Metropolitana Urbana dello Sviluppo Sostenibile.

Programma Mercoledì 10 Marzo 2021 Modera: Emilio De Vita, Direttore Area Ambiente e Tutela del Territorio CMM

9:00 SALUTI ISTITUZIONALI Arianna Censi, Vicesindaca Città metropolitana; Gianni Bottalico, Portavoce ASVIS Introduce: Antonio Sebastiano Purcaro, Direttore Generale CMM
9:30 Approccio Territoriale e Multi-livello agli SDGs: una Prospettiva OCSE.
Anna Piccinni, Policy Analyst, Policy Coherence for Sustainable Development Team, Public Governance Directorate OECD; Stefano Marta, Coordinator, SMEs, Regions and Cities, OECD
9:45 La strategia Nazionale dello sviluppo sostenibile e il coordinamento con i territori
Mara Cossu, Ministero della Transizione ecologica
10:15 Regione Lombardia: verso la strategia regionale di sviluppo sostenibile
Filippo Dadone, Direzione Generale Ambiente e Clima, Regione Lombardia
10:30 LA CITTA' METROPOLITANA DI MILANO VERSO UN AGENDA URBANA PER LO SVILUPPO
SOSTENIBILE Introduce: Michela Palestra, Consigliera delegata all’Ambiente CMM
Le attività di sviluppo sostenibile dell’Area Ambiente di Città Metropolitana di Milano e il percorso verso l’Agenda metropolitana
Cinzia Davoli, Area Ambiente e Tutela del Territorio CMM
Il coinvolgimento della società civile: NetLab e SOS
Valeria Fedeli, Dastu, Politecnico di Milano
I contenuti del portale dell’Agenda urbana metropolitana per lo sviluppo sostenibile
Walter Vitali, ASVIS
Definizione delle agende metropolitane per lo sviluppo sostenibile e integrazione con il piano
strategico metropolitano
Edoardo Croci, Bocconi GREEN - Center for Geography, Resources, Environment, Energy and Networks
13:00 CHIUSURA DEI LAVORI

Programma Mercoledì 17 Marzo 2021 WORKSHOP AZIONI PILOTA AGENDA METROPOLITANA URBANA SVILUPPO SOSTENIBILE

9:00 SALUTI ISTITUZIONALI E INTRODUZIONE AI LAVORI DELLA GIORNATA Michela Palestra, Consigliera delegata all’Ambiente CMM; Emilio De Vita, Direttore Area Ambiente e Tutela del Territorio CMM
9:15 LE AZIONI PILOTA NELL’AGENDA URBANA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE DI CITTÀ
METROPOLITANA DI MILANO Introduce e modera: Cinzia Davoli, Area Ambiente e Tutela del Territorio CMM
Uso sostenibile dei suoli e soluzioni basate sui processi naturali
Isabella Susi Botto, Direttrice Settore Pianificazione Territoriale e Generale, CMM
Economia Circolare: lo stato dell’arte e le strategie per nuovi scenari giuridici ed economici
Raffaella Quitadamo, Direttrice Settore Rifiuti e Bonifiche, CMM
Sara Valaguzza e Alessandro Banterle, Università Statale di Milano
10:15 LE AGENDE METROPOLITANE E I LORO CASI PILOTA Introduce e modera: Walter Vitali, ASVIS
11:30 LE AZIONI DI SVILUPPO SOSTENIBILE NEL TERRITORIO DI CITTÀ METROPOLITANA DI MILANO Introduce e modera: Valeria Fedeli, Politecnico di Milano
13:00 Domande dal pubblico
13:30 CHIUSURA DEI LAVORI

LINK DI ISCRIZIONE 10 Marzo 2021 (https://attendee.gotowebinar.com/register/8835103008500104205)

LINK DI ISCRIZIONE 17 Marzo 2021 (https://attendee.gotowebinar.com/register/1239560135591455758)

INFO: Anna Bazzo <a.bazzo@cittametropolitana.milano.it>

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22 feb 2021

Prosegue il processo di revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile: la Conferenza Preparatoria, organizzata nell’ambito del Progetto CReIAMO PA, è il primo degli appuntamenti che accompagneranno, nel corso del 2021, il processo di revisione triennale della SNSvS, Strategia approvata nel 2017 su proposta del MATTM per dare attuazione all’Agenda 2030 e ai suoi 17 obiettivi di Sviluppo sostenibile.

I giorni 3 e 4 marzo 2021 si potranno seguire, in diretta streaming, le 3 sessioni tematiche (descritte nelle allegate Note alle sessioni della Conferenza preparatoria) volte a favorire un momento di dialogo e confronto sul tema della sostenibilità tra istituzioni - nazionali, regionali e locali - e tra istituzioni e società civile, con particolare riferimento al Forum Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile

La Sessione di apertura "Sostenibilità è futuro" sarà dedicata al processo di revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), inteso come un’opportunità per inquadrare le sfide nazionali, anche nella loro rilettura determinata dal contesto di gestione del post-pandemia e in riferimento alla definizione di un rafforzato quadro di valutazione delle
politiche e degli investimenti pubblici ispirato alla sostenibilità.
La sessione sarà condotta attraverso l’interazione tra attori statali e non statali.

La seconda Sessione "Sostenibilità è giovani" è dedicata ai temi del coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali e dell’interrelazione tra giovani, imprese e sostenibilità.
Il dialogo e il coinvolgimento strutturato dei giovani nei processi decisionali è infatti un tema di rilevante importanza per il Ministero dell’Ambiente.

La terza Sessione "Sostenibilità è coesione teritoriale" è dedicata ai temi della “territorializzazione” degli obiettivi di sviluppo sostenibile con il coinvolgimento di Regioni, Province Autonome e Città Metropolitane impegnate nei processi di definizione delle Strategie Regionali di sostenibilità in un cammino di adesione e coerenza con la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS).

Sul sito del MATTM la comunicazione è poubblicata al seguente link: https://www.minambiente.it/notizie/verso-la-conferenza-nazionale-lo-sviluppo-sostenibile-insieme-il-futuro-un-rilancio

Tutti gli aggiornamenti, compreso il Programma - una volta che sarà reso pubblico, e il link alla diretta streaming verranno inseriti sulla pagina del Ministero dedicata alla Conferenza che può trovare a questo link https://www.minambiente.it/pagina/verso-la-conferenza-nazionale-lo-sviluppo-sostenibile

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26 gen 2021

UE 2021-2027

Regione Lombardia, con il Decreto n. 295 del 18 gennaio 2021, in coerenza con la DGR 4151 del 30 dicembre 2020, ha promosso la presente manifestazione di interesse allo scopo di selezionare i comuni, e le relative strategie di sviluppo urbano sostenibile, nei quali i Programmi Operativi Regionali FESR ed FSE+, nel periodo di programmazione europea 2021-2027, concentreranno risorse per affrontare il tema della disuguaglianza in ambiti urbani, sostenendo l’attuazione di specifiche strategie di sviluppo urbano sostenibile.

Possono rispondere alla presente iniziativa, Comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore a 50.000 abitanti.

L’obiettivo strategico del percorso, che si avvia con la manifestazione di interesse, è la selezione, implementazione e la successiva attuazione di strategie di rigenerazione sostenibile di alcune aree urbane che, facendo leva sulla dimensione dell’abitare, della scuola e della qualità dei servizi sociosanitari, puntino ad aumentare l’inclusione sociale delle popolazioni più fragili (per età, genere e vulnerabilità materiale ed immateriale), riducendo le disuguaglianze materiali ed immateriali e ponendo al centro le comunità locali.

L’obiettivo generale perseguito dalla Regione Lombardia nell’attuazione delle politiche di sviluppo urbano nel ciclo di programmazione 2021-2027 è la rigenerazione sostenibile di contesti urbani caratterizzati da condizioni di fragilità, facendo leva sulla dimensione dell’abitare, della scuola e della qualità dei servizi sociosanitari, puntando all’inclusione sociale delle popolazioni più fragili (per età, genere e vulnerabilità materiale ed immateriale), riducendo le disuguaglianze e ponendo al centro le comunità locali. L’intervento deve essere materiale, sullo spazio pubblico, sul costruito, sulla dotazione di servizi, ed immateriale, attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, con la promozione dell’economia urbana, attraverso il rafforzamento delle competenze, ecc.

Questa attività concorre al conseguimento dell'Obiettivo 11 dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

Il testo completo del Bando ove si specificano le modalità di partecipazione si trova a questo link https://www.ue.regione.lombardia.it/wps/portal/PROUE/UE/Bandi/DettaglioBando/agevolazioni/manifestazione-interesse-strategie-sviluppo-urbano

 

 

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16 set 2020

L’Italia di fine secolo? Con temperature più alte di 2 gradi nella migliore delle ipotesi, addirittura di 5 gradi nello scenario peggiore. Nel Belpaese sarà netto l’aumento di incendi e di malattie legate a stress termico e inquinamento, ci saranno danni in tutti i settori - in particolare agricoltura e turismo - e, nel complesso, l’insieme delle conseguenze dei cambiamenti climatici si tradurrà in un calo dell’8% del PIL pro capite.

Ecco quello che potrebbe essere il nostro futuro da qui a 30 anni, secondo un rapporto inedito. È l’“Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in Italia” curato dai 30 esperti della Fondazione CMCC, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici fondato per studiare i cambiamenti climatici, e realizzare modelli sulla loro interazione con la nostra società.

L’ “Analisi” mette in fila, per la prima volta in modo integrato, i rischi principali che correremo a seconda dei diversi livelli di riscaldamento globale. Allo stesso modo, il rapporto CMCC punta a evidenziare le priorità di intervento: nei processi decisionali, nelle politiche pubbliche, nei programmi di investimento e nella pianificazione della spesa pubblica.

I punti salienti

I diversi modelli climatici sono concordi nel valutare un aumento della temperatura fino a 2°C nel periodo 2021-2050 (rispetto a 1981-2010). Nello scenario peggiore, l’aumento della temperatura può raggiungere i 5°C.

È prevista una diminuzione delle precipitazioni estive nelle regioni del centro e del Sud, e un aumento di eventi precipitazioni intense. In tutti gli scenari aumenta il numero di giorni caldi e dei periodi senza pioggia.

Per quanto riguarda gli eventi estremi, si legge, “la probabilità del rischio è aumentata in Italia del 9% negli ultimi vent’anni”.

Inevitabili le ricadute economiche. Lo studio spiega che “i costi degli impatti dei cambiamenti climatici in Italia aumentano rapidamente e in modo esponenziale al crescere dell’innalzamento della temperatura nei diversi scenari, con valori compresi tra lo 0,5% e l’8% del Pil a fine secolo. I cambiamenti climatici aumentano la disuguaglianza economica tra regioni. Tutti i settori dell’economia italiana risultano impattati negativamente dai cambiamenti climatici, tuttavia le perdite maggiori vengono a determinarsi nelle reti e nella dotazione infrastrutturale del Paese, nell’agricoltura e nel settore turistico, nei segmenti sia estivo sia invernale”.

L’impatto specifico sulle città

In seguito all’incremento nelle temperature medie ed estreme, alla maggiore frequenza (e durata) delle ondate di calore e di eventi di precipitazione intensa, bambini, anziani, disabili e persone più fragili saranno coloro che subiranno maggiori ripercussioni. Sono attesi, infatti, incrementi di mortalità per cardiopatie ischemiche, ictus, nefropatie e disturbi metabolici da stress termico e un incremento delle malattie respiratorie dovuto al legame tra i fenomeni legati all’innalzamento delle temperature in ambiente urbano (isole di calore) e concentrazioni di ozono (O3) e polveri sottili (PM10).

Rischio geo-idrologico e risorse idriche

Da un lato ci si attende lo scioglimento di neve, ghiaccio, con possibili ed evidenti enomeni di dissesto nelle zone alpine e appenniniche, un ulteriore aumento di frane e del rischio di idraulico per piccoli bacini.

Dall’altro è prevista la riduzione “della risorsa idrica rinnovabile, sia superficiale che sotterranea, in quasi tutte le zone semi-aride”. La qualità dell’acqua e la sua stessa disponibilità diventano dunque a rischio, specie d’estate quando aumenta la domanda, per settori diversi: da quello civile a quello industriale, da  quello agricolo a quello per la produzione dell’energia. .

Gli incendi

Con l’aumento delle temperature e la riduzione delle precipitazioni medie annue, la maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi quali le ondate di calore o la prolungata siccità, il rapporto prevede un prolungamento della ‘stagione’ degli incendi e un aumento delle giornate con pericolosità estrema che, a loro volta, si potranno tradurre in un aumento delle superfici percorse con conseguente incremento nelle emissioni di gas a effetto serra e particolato.

Il rapporto completo e altri materiali sono disponibili su:
https://www.cmcc.it/it/analisi-del-rischio-i-cambiamenti-climatici-in-italia

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1 set 2020

Apre il primo settembre il bando con cui Regione Lombardia stanzia in tutto mezzo milione di euro per favorire la bonifica di siti potenzialmente contaminati.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente online, collegandosi al sito informativo della piattaforma regionale ‘Bandi online’ , da oggi fino al 30 settembre 2020.

Come indicato nel decreto dell’Assessorato regionale all’Ambiente e Clima, il bando si rivolge a soggetti pubblici e privati del territorio lombrdo, purché non responsabili della contaminazione, e ai Comuni lombardi.

I finanziamenti

Le risorse disponibili sono complessivamente di 500 mila euro. L’importo massimo riconosciuto per ciascuna attività non potrà essere superiore a 50 mila euro per la redazione, integrazione o aggiornamento del Piano di caratterizzazione. Non oltre i 100 mila euro per l’esecuzione del Piano di caratterizzazione.

 

Il contributo, infine, non dovrà superare i 25 mila euro per la redazione dello studio di fattibilità urbanistico-edilizia.

Gli obiettivi

“La finalità di questo bando – ha spiegato l’assessoread Ambiente e Clima – è quella di promuovere l’avvio dei processi di bonifica e di rigenerazione dei siti potenzialmente inquinati. Vogliamo incentivare, ad esempio, gli studi di fattibilità necessari alla riqualificazione e al recupero delle aree potenzialmente contaminate. E vogliamo anche ridurre il consumo di suolo”.

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29 lug 2020

La Sostenibilità? Oggi fa rima con nuove possibilità di lavoro e nuove professionalità. Lavori ‘green’, per cui sono richieste però competenze specifiche. Per questo, dopo il successo della prima edizione anche per il prossimo anno accademico 2020-2021 torna il Master di II livello in “Sustainable Development Jobs”: il primo, in Italia, a offrire un percorso multidisciplinare di alta formazione per acquisire conoscenze richieste nelle nuove professioni della sostenibilità.

I contenuti

Il Master è frutto di un’ampia condivisione di intenti. È promosso dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca e da Fondazione G. Feltrinelli, in collaborazione con il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Pavia, l’ASviS (l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e la RUS (la Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile), e diretto da Matteo Colleoni - ordinario in Sociologia dell’ambiente e del Territorio alla Bicocca.

Il percorso, della durata di un anno, guarda alle tante sfide poste da uno Sviluppo Sostenibile: economia circolare, riorganizzazione degli spazi urbani, ideazione di nuovi modelli di consumo, integrazione di strumenti di progettazione partecipata, ma anche innovazione sociale, comunicazione, sensibilizzazione.

L’obiettivo è quello di una piattaforma di insegnamenti, pratiche, competenze e network in grado di generare un percorso professionalizzante per studenti e un piano di aggiornamento per professionisti del settore, superando i verticalismi dell’approccio settoriale.

I Sustainable Development Jobs includono una serie di figure innovative e trasversali a istituzioni, enti di ricerca e organizzazioni internazionali, in grado di lavorare ai più svariati livelli della sostenibilità: dal resilience officer al sustainability manager, dal monitoraggio alla valutazione degli impatti sociali e ambientali.

Iscrizione e scadenze

Trenta i posti disponibili, previste anche borse di studio.
Le iscrizioni al Master si chiudono il prossimo 11 settembre. La prova di selezione dei candidati si terrà il 22 settembre, l’inizio dei corsi è previsto per il 23 ottobre. Da maggio a settembre 2021 si terranno gli stage formativi, mentre la prova finale per il diploma a ottobre 2021.

Maggiori informazioni a questo link.

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19 giu 2020

Si terrà giovedì 25 giugno 2020, dalle ore 10 alle ore 11, l’evento online “Aziende per il clima e la biodiversità, impegnare la propria impresa nella lotta per il clima e la biodiversità”.

Il cambiamento climatico e la conservazione della biodiversità sono temi che influenzano sempre di più le scelte dei consumatori e, di riflesso, stanno acquistando più valore anche per le imprese non solo per quanto riguarda la Responsabilità Sociale d’Impresa (Corporate Social Responsibility o CSR).

Un ruolo centrale nel contrasto a questi due fenomeni è svolto in Europa da un’estesa rete di aree naturali che prende il nome di Natura 2000. In Lombardia queste aree naturali, se adeguatamente valorizzate, possono rappresentare una grande opportunità di investimento per le imprese sensibili a questi temi.

Nel corso di questo incontro online, rivolto a Direttori, Amministratori Delegati, Esperti di Marketing e CSR Manager, spiegheremo quali sono le possibilità offerte e come prendere posizione rispetto ai temi più rilevanti del clima e della biodiversità.

Qui il link per registrarsi.

Programma

- Green Deal e Biodiversity Strategy 2030: quale spazio per la natura e le aziende in Lombardia? - Gerardo de LuzenbergerGenius Loci

- I vantaggi competitivi per le aziende “climate and biodiversity positive” - Tommaso Pittarello, Green Marketing Manager, Etifor | Valuing Nature

- Rendi la tua azienda Climate Positive e lotta contro la crisi climatica e la perdita di biodiversità - Lucio Brotto, Co-funder e Direttore Area investimenti sostenibili, Etifor | Valuing Nature Etifor | Valuing Nature.

La partecipazione è gratuita; una volta iscritti al seminario si riceveranno due email, quella con le istruzioni per la partecipazione al seminario arriverà circa un’ora prima dell’evento.

L’iniziativa è organizzata dal team di animazione e facilitazione territoriale del progetto Life Gestire 2020 di Regione Lombardia e partners.

 

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15 giu 2020

Dalla collaborazione tra Regione LombardiaENEA e GSE (Gestore dei servizi energetici) nasce il ‘Punto Energia e Clima per i Comuni’ (PECC), una strumento nuovo e concreto per supportare i Comuni nella riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico e l’installazione di impianti da fonti rinnovabili.


Per rendere ancora più efficace l’iniziativa, questa coinvolge anche ANCI Lombardia (Associazione Nazionale Comuni Italiani), punto di riferimento essenziale per i Comuni lombardi.

Le risorse

Il PECC prende avvio con un’iniziativa per finanziare progetti subito cantierabili: Regione Lombardia mette sul piatto 350 milioni di euro per il biennio 2020-2021, integrabili con le risorse del Conto Termico gestito dal GSE per i Comuni.

I webinar

Le attività del PECC hanno preso il via di fatto con i primi due di quattro webinar, che si sono tenuti l’11 giugno (il primo rivolto ai 67 Comuni lombardi con popolazione superiore ai 20 mila abitanti ) e il 12 giugno (dedicato ai 397 Comuni con popolazione tra 5 mila e mila abitanti). Per i Comuni più popolosi, coinvolti in questi appuntamenti, sono previsti finanziamenti che vanno da 350 mila a 4 milioni di euro.

Il terzo e quarto sono previsti mercoledì 17 e giovedì 18 giugno,  con focus sui 521 Comuni lombardi sotto i 5 mila abitanti.

A questo link l’iscrizione ai singoli webinar.

Lo scopo è fornire ai Comuni lombardi regole e procedure sull’utilizzo degli incentivi del Conto Termico in base al cofinanziamento della legge regionale. Questo primo ciclo di incontri prevede un focus sulle linee guida per la scelta degli interventi, strumenti di diagnosi, valutazione benefici energetici e utilizzo degli strumenti nazionali per gli acquisti in rete.

Al termine del ciclo di webinar, il PECC diventerà una struttura stabile negli spazi regionali per l’assistenza ai Comuni.

Cattaneo: da Regione una spinta allo Sviluppo Sostenibile

“Lo stanziamento regionale straordinario destinato agli enti locali – ha spiegato l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo– vede negli interventi di efficientamento energetico dell’edilizia pubblica e nello sviluppo di impianti a energia rinnovabile una spinta verso lo sviluppo sostenibile. L’avvio dei ‘Punti Energia e clima’ ha l’obiettivo di dare supporto operativo agli amministratori del territorio”.

“Attraverso questa struttura operativa – ha sottolineatp il presidente dell’ENEA, Federico Testa – mettiamo a disposizione le nostre competenze nel settore dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. L’obiettivo: promuovere e facilitare l’utilizzo degli incentivi statali e dei fondi regionali, nonché ottimizzare gli interventi di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare. In tal modo i Comuni possono massimizzare i risparmi derivanti da minori consumi di energia”.

“Siamo certi che l’unità di intenti che guida quest’iniziativa – ha dichiarato l’amministratore delegato del GSE Roberto Moneta – andrà a beneficio di cittadini e comunità locali. Risorse regionali e incentivi devono essere usati in sinergia per accelerare gli interventi sul patrimonio pubblico. Le nostre competenze sono a disposizione del Paese per accompagnarlo nella transizione energetica”. 

“Il supporto di Anci Lombardia si configura non solo come facilitatore dell’accordo per la realizzazione del PECC, ma anche come supporto operativo per la presentazione di progetti di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico locale - ha aggiunto il presidente Mauro Guerra - . La partecipazione diretta di Anci Lombardia offre ai Comuni la possibilità di esprimere le proprie progettualità”.

La sezione web

A questo link la sezione web che la Regione Lombardia ha dedicato agli enti locali potenziali beneficiari della Legge regionale.

 

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22 mag 2020

“Il 22 maggio si celebra la biodiversità: un patrimonio culturale e naturale comune a tutti, parte fondamentale della sfida per la sostenibilità”. Così l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, in occasione della ‘Giornata mondiale della biodiversità’.

Centralità della sfida

“È importante che aumenti la consapevolezza della centralità della sfida per la tutela della biodiversità – prosegue Cattaneo – così come negli anni si è sviluppata nei confronti del cambiamento climatico. La biodiversità rappresenta una condizione fondamentale per fornire alla nostra vita quotidiana benessere e salute”.

Valore per l’OECD

“Inoltre, i servizi ecosistemici forniti dalle molteplicità delle forme viventi, dal loro positivo intreccio in natura – chiosa Cattaneo – hanno un valore stimato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (OECD) pari a 1,5 volte il Pil mondiale per ogni anno”.

Aumentare gli investimenti

“A fronte di un beneficio così grande – rileva il titolare lombardo all’Ambiente – si investe
ancora troppo poco per la tutela della biodiversità. Questa pandemia ha costretto ciascuno di noi a soffermarsi sull’importanza della tutela della biodiversità. Il rapporto tra uomo e ambiente, tra uomo e altre specie viventi se non è regolato produce grandi rischi”.

L’impegno di Regione

“In Regione Lombardia, stiamo investendo decine di milioni di euro per la tutela della biodiversità – dice Cattaneo – anche grazie ai fondi europei, nell’ambito del progetto ‘Gestire 2020’. Tuttavia, per vincere la battaglia, la biodiversità dovrà diventare un patrimonio comune e parte centrale delle scelte e degli investimenti non solo a livello governativo, ma anche nei comportamenti di ciascuno di noi”.

 “Proprio giovedì 21 maggio, la Commissione Europea – conclude Cattaneo – ha lanciato la Strategia Europea per la Biodiversità 2030. Cui anche noi faremo riferimento nella definizione delle nostre politiche”.

 

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27 apr 2020

Come rilanciare la crescita dopo la pandemia del Coronavirus? Questo il tema cruciale affrontato dagli assessori all’Ambiente della rete dei Quattro Motori d’Europa - le quattro regioni più intensamente industrializzate e avanzate d’Europa ovvero Baden-Württemberg, Catalogna, Lombardia e Rodano-Alpi -, riuniti in videoconferenza per condividere idee e proposte.

Rendendo la sostenibilità e l'azione per il clima parte integrante di una più ampia ripresa, le regioni possono raggiungere vari obiettivi economici e sociali sia nella prospettiva degli aiuti a breve termine sia nella ricerca di un futuro resiliente.

“Questa crisi senza precedenti sta colpendo la nostra salute, la nostra economia e la nostra società in modo nuovo e dirompente - ha affermato Raffaele Cattaneo, Assessore all’Ambiente e Clima della Lombardia -. Nel frattempo, è una crisi che chiede un’azione politica innovativa, in particolare da parte delle principali economie europee che devono guidare la ripresa. La ripresa deve consolidarsi in una prospettiva a lungo termine con nuovi investimenti in infrastrutture e servizi, mantenendo allo stesso tempo la sostenibilità, la decarbonizzazione e l’economia circolare come leve per la competitività”.

In questa situazione, i partner dei Quattro Motori dell’Europa stanno dando impulso a un rinnovato dialogo politico, attualmente in corso anche a livello nazionale ed europeo.

Franz Untersteller, Assessore all’Ambiente, alla Protezione del clima e al Settore energetico del Baden-Wuerttemberg ha espresso ai colleghi la sua vicinanza e comprensione della difficile situazione in cui si trovano le regioni partner, offrendo il pieno sostegno del Baden-Wuerttemberg. Inoltre, ha sottolineato, “nonostante la crisi sanitaria, la crisi globale del cambiamento climatico continua. Pertanto, il superamento della pandemia offre l’imperdibile possibilità di ricostruire l’economia su basi veramente sostenibili, garantendo la neutralità climatica e l’uso efficiente delle risorse. In quanto regioni economicamente sviluppate e dinamiche, supporteremo la Commissione Europea nello sviluppo delle iniziative del Green Deal, sollecitandone una modalità attuativa che garantisca davvero un nuovo slancio”. 

I governi regionali sono in prima linea nella risposta all'emergenza, lo stesso vale per le misure per la ripresa, potendo contare sullo stesso approccio innovativo e sostenibile sperimentato nell’affrontare la sfida del cambiamento climatico.

“Garantire una ripresa verde dovrebbe essere la nostra risposta responsabile e globale a questa crisi. Il rilancio dovrebbe prevedere un pacchetto di investimenti e misure per aiutare le imprese, comprese le piccole e medie, ad accelerare i processi di decarbonizzazione della mobilità, di transizione energetica e di sviluppo dell’economia circolare. Territori come quelli dei 4 Motori d’Europa devono presentare una proposta comune alla Commissione Europea e dovrebbero essere visti come attori chiave in questo impegno alla ripresa” ha dichiarato Damià Calvet, Assessore al Territorio e alla Sostenibilità della Catalogna.

Anche il Ministero dell'Ambiente, dello Sviluppo Sostenibile e dell'Energia dell'Alvernia-Rodano-Alpi ha confermato l’interesse e il sostegno della Regione a questa cooperazione rafforzata.

Attraverso il partenariato dei Quattro Motori d’Europa, le regioni stanno facendo proposte concrete alle istituzioni dell’Unione Europea per rafforzare il piano di ripartenza mediante misure ecologiche, collaborando anche con i rispettivi stakeholder per identificare le migliori opzioni sostenibili.

Gli assessori concordano sul fatto che “il rilancio dell'economia ha bisogno di nuove soluzioni sostenibili poiché l'obiettivo principale non può essere un ritorno al passato, ma una corsa verso il futuro”.

 

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21 apr 2020

La Commissione UE ha approvato il 14 aprile un documento sulla gestione dei rifiuti durante la crisi dovuta al Coronavirus, che evidenzia prima di tutto l’importanza di mantenere attiva la raccolta differenziata dei rifiuti urbani per non abbandonare il percorso verso l’economia circolare. Proseguire con una raccolta differenziata ben fatta è infatti essenziale per non aumentare gli impatti ambientali e per mantenere attive le filiere di approvvigionamento di materie prime secondarie.

L’Unione Europea rassicura sul fatto che la gestione dei rifiuti adotta già normalmente precauzioni che minimizzano i rischi sanitari, per cui è opportuno solo avere qualche nuovo accorgimento: quale quello di raccogliere nella normale frazione indifferenziata i rifiuti delle persone in isolamento domiciliare, senza bisogno di istituire servizi di raccolta specifici.

Il documento affronta poi anche il tema dei rifiuti da strutture sanitarie e ricorda che è possibile ricorrere a misure eccezionali nella loro gestione, vista la situazione di emergenza.

I consigli dell’Unione Europea sono perfettamente coerenti con le indicazioni fornite da Regione Lombardia sin dai primi giorni, anche a seguito di uno stretto raccordo con l’Istituto Superiore di Sanità e ARPA Lombardia, prima con alcune note inviate a Enti e gestori, poi con l’ordinanza contingibile e urgente 520 del 01/04/2020 a firma del Presidente.

L’importante atto regionale affronta tutti gli aspetti della gestione dei rifiuti in tempo di emergenza e riguarda in particolare:

  • modalità di raccolta dei rifiuti urbani, sia per i cittadini sia per i gestori;
  • gestione dei DPI (mascherine, guanti,…) sia nelle case che nelle attività economiche;
  • effettuazione dello spazzamento delle strade;
  • gestione dei centri di raccolta e dei centri del riutilizzo;
  • possibilità di deroga per i produttori di rifiuti e per gli impianti di trattamento, per mantenere attive le filiere di recupero ed assicurare una ripartenza efficace;
  • misure per il mantenimento di operazioni di bonifica e messa in sicurezza nei siti contaminati.

In allegato l’ordinanza 520 e le linee guida della Commissione Europea.

 

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18 mar 2020

Torna il “Premio Lombardia è Ricerca” di Regione Lombardia per le scuole: un riconoscimento voluto in parallelo all’omonimo Premio internazionale, che quest’anno ha per tema la sostenibilità.

Per sapere di più sul Premio internazionale edizione 2020leggi qui.

Il “Premio Lombardia è Ricerca A.S. 2019/20” è rivolto agli studenti della scuola secondaria di secondo grado (statali e paritarie) e di percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) della Lombardia, iscritti all’anno scolastico 2019/2020.

Il Premio per le scuole vuole valorizzare le tre migliori proposte progettuali sviluppate da gruppi di studenti (minimo due), per l’eventuale realizzazione di una innovazione, a carattere prototipale funzionante, nelle aree tematiche di interesse regionale.

Il Regolamento del Premio per le scuole e il relativo accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale lombardo sono stati approvati dalla Giunta regionale nella seduta di lunedì 16 marzo.

Nel corso della Giornata della Ricerca 2020, prevista per il 13 novembre prossimo al Teatro alla Scala, oltre al Premio internazionale Regione assegnerà dunque il Premio alle scuole, per un valore di 46 mila euro: 15 mila per il 1° gruppo classificato; 10 mila per il 2° gruppo e 5 mila per il 3° gruppo classificato.

Il Premio verrà suddiviso in parti uguali tra i membri dei gruppi vincitori.

Ci sono poi 5 mila euro per ciascuna scuola/istituto di provenienza dei vincitori, da destinare al miglioramento di materiali e/o strumenti che favoriscano le attività didattiche degli studenti.

Come già nelle prime due edizioni del 2018 e del 2019, con il Premio per le scuole Regione Lombardia vuole sensibilizzare e avvicinare gli studenti al mondo dell’innovazione, rendendoli protagonisti di una ricerca che punta ad applicazioni pratiche capaci di migliorare la qualità di vita dei cittadini.

Qui il link al video in cui i primi classificati dell’edizione 2019 raccontano il loro progetto.

Per vedere il video dei secondi classificati si può invece cliccare qui

Qui, infine, il link al video dei terzi classificati della scorsa edizione.

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9 mar 2020

La Pubblica Amministrazione è il più grande consumatore’ delle moderne società.

Questo fatto rende evidente la necessità di una politica pubblica di “Acquisti Verdi”, definiti dalla Commissione Europea come “l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”.

Con il GPP (Green Public Procurement) la Pubblica Amministrazione diventa protagonista di una strategia di sviluppo sostenibile; grazie al GPP, nello specifico, le Pubbliche Amministrazioni possono:

  •  influenzare il mercato, le imprese e i prodotti/servizi ivi presenti, favorendo in generale la diffusione dell’innovazione tecnologica e in particolare il raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale;
  • favorire l’integrazione delle considerazioni ambientali nelle altre politiche (trasporti, energia, ecc.);
  • favorire, attraverso il proprio esempio, l’acquisizione di una maggiore consapevolezza ambientale da parte dei consumatori.

Il Ministero dell’Ambiente ha organizzato una formazione a distanza dal titolo “Green Public Procurement: strumenti e metodi per l’applicazione dei CAM negli appalti della PA”, che rappresenta un’utile occasione per tutti i Comuni e gli altri Enti pubblici di acquisire competenze su questa importante leva per lo sviluppo sostenibile.

Il tema degli “acquisti verdi” (o GPP - Green Public Procurement) della Pubblica Amministrazione è infatti centrale per garantire un effettivo sviluppo dell’economia circolare e per il percorso verso lo sviluppo sostenibile. Il Codice degli Appalti (D.lgs n. 50/206, art. 34) ha inoltre reso obbligatorio utilizzare i CAM (Criteri Minimi Ambientali) per tutte le stazioni appaltanti.

A questo link le informazioni sulla formazione a distanza.

Qui i CAM vigenti

Regione Lombardia è direttamente impegnata sul tema del GPP, anche attraverso la partecipazione al progetto Interreg EU GPP4Growth.

 

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24 feb 2020

È on line l’annunciato bando di Regione Lombardia per favorire l’efficientamento energetico delle PMI, grazia a contributi del 50% e a una dotazione finanziaria di oltre 2,2 milioni.ù

La domanda di partecipazione al bando dovrà essere presentata per mezzo del Sistema Informativo Bandi online a questo link entro le ore 16 del 31 marzo 2020.

Gli obiettivi

Il bando è finalizzato all’efficientamento energetico delle Piccole e Medie Imprese, con particolare riferimento alle imprese la cui attività comporta notevoli consumi energetici, pur senza rientrare nella definizione di impresa energivora di cui al decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 21.12.2017.

L’obiettivo è di incentivare le PMI a realizzare la diagnosi energetica o ad aderire al sistema di gestione dell’energia ISO 50001 in una o più delle sedi operative situate in Lombardia, fino a un massimo di dieci, in cui l’impresa svolge la propria attività.

Importo del contributo e condizioni

Per ciascuna sede operativa il contributo non potrà superare:

- euro 8 mila per la diagnosi energetica;

- euro 16 mila per l’adozione del sistema di gestione ISO 50001.

Si tratta di un contributo a fondo perduto, finalizzato a coprire il 50% delle spese ammissibili al netto dell’IVA. A copertura, una dotazione finanziaria di .2 milioni e 238.750 euro.

Il bando è rivolto a Piccole e Medie Imprese con codice ATECO B (Estrazione di minerali da cave e miniere) o C (Attività manifatturiere).

In allegato il testo del bando, quello del relativo decreto e delle FAQ.

Informazioni e contatti

Per assistenza tecnica sull’utilizzo del servizio on line della piattaforma Bandi online Sistema Agevolazioni:

e-mail: bandi@regione.lombardia.it; numero verde 800.131.151 (attivo dal lunedì al sabato - escluso festivi - dalle ore 10 alle ore 20).

 

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12 feb 2020

Si chiama “Contaminazioni” l’iniziativa promossa da Regione Lombardia per sensibilizzare i propri dipendenti sul tema dell’utilizzo consapevole della plastica.

L’esposizione, diffusa in spazi non convenzionali come aree ristoro, corridoi e all’interno di un ascensore di Palazzo Lombardia, sarà attiva fino al 30 aprile. E in quest’occasione, Regione Lombardia ha posizionato nelle aree break del Palazzo 30 dispenser di acqua potabile, ‘vestiti’ con le opere dell’artista inglese inglese. In questo modo si eviterà di utilizzare bottiglie di plastica usa e getta.

Il tema della mostra è l’inquinamento da plastica e l’esortazione ad avviare gesti virtuosi, promuovendo contaminazioni positive. Obiettivo, favorire una comprensione più profonda della realtà di ciò che è presente nei nostri mari e stimolare l’osservatore a ricondurre alla propria quotidianità gli oggetti ritratti.

L’artista Mandy Baker

Le opere realizzate da Mandy Barker, fotografa britannica che da decenni svolge ricerche sull’inquinamento nei mari, reinterpretano in chiave estetica l’inquinamento da plastica e conducono a una riflessione profonda su cosa significhi consumare meno e in modo più consapevole.

La plastica come risorsa riciclabile

“Il vero tema da affrontare - ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, visitando gli spazi allestiti - sta nell’atteggiamento ‘usa e getta’ che per troppi anni abbiamo avuto nei confronti di un materiale, la plastica, che deve essere riciclato e comunque gestito in maniera consapevole
evitandone innanzitutto la dispersione nell’ambiente”.  

“Mentre va di moda il ‘plastic free’ - ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo - dobbiamo ragionare su un utilizzo consapevole della plastica, che è una risorsa di cui abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno, invece, che diventi un rifiuto. Regione Lombardia è impegnata nella diffusione della consapevolezza sul suo giusto utilizzo, e nello sviluppo di politiche e strumenti che possono favorire la massimizzazione del recupero, del riciclo e del riuso della plastica”.

Uno sviluppo sempre più sostenibile è uno dei focus delle azioni strategiche di Regione Lombardia.

 

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21 gen 2020

arà ‘Sostenibilità Ambientale e Qualità della Vita’ il nuovo tema del Premio Internazionale “Lombardia è Ricerca”, approvato dalla Giunta regionale nella seduta del 20 gennaio su proposta del vicepresidente Fabrizio Sala, di concerto con gli assessori Raffaele Cattaneo (Ambiente e Clima) e Claudia Maria Terzi (Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile).

Il Premio, per cui è stato stanziato un milione di euro, si pone come obiettivo quello di contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini favorendo una crescita produttiva in armonia con l’ambiente.

Sala: verso un modello di innovazione responsabile

Le ragioni della scelta sono state illustrate da Sala ricordando che “nel nostro Piano Strategico triennale è stata individuata la sostenibilità ambientale come uno degli ambiti principali che incidono sullo sviluppo della Lombardia”.

“In Lombardia – ha continuato – ci stiamo sempre più muovendo verso un modello di innovazione responsabile che tiene conto anche degli impatti sociali, oltre che economici e scientifici, delle scoperte”.

Le ricadute sul territorio

Il Premio, giunto alla sua quarta edizione, è stato istituito per riconoscere pubblicamente l’impegno e il talento di persone che tramite le proprie ricerche, scoperte e invenzioni abbiano apportato un significativo contributo nell’avanzamento della conoscenza scientifica e tecnologica a livello internazionale.

“Le candidature possono essere presentate da tutti gli scienziati compresi nella lista ‘Top Italian Scientists’ di ciascuna delle aree relative al tema del Premio, sono circa 3.800 – ha aggiunto il vicepresidente – . Il vincitore potrà essere uno scienziato proveniente da ogni parte del mondo, ma il 70% del Premio deve essere investito per implementare la sua scoperta in centri di ricerca lombardi”.

Gli ambiti di ricerca ammessi

Il riconoscimento sarà consegnato nel corso della Giornata della Ricerca di Regione Lombardia, dedicata alla memoria di Umberto Veronesi, che si svolgerà il 13 novembre al Teatro alla Scala di Milano. Tutta la procedura di assegnazione verrà gestita tramite Blockchain, per certificare la trasparenza dei vari passaggi, come già nell’edizione dello scorso anno (qui maggiori informazioni sul vincitore 2019 e una video sintesi dell’ultima Giornata della Ricerca).

Le tematiche specifiche della nuova edizione del Premio sono dunque: transizione energetica verso fonti rinnovabili; mobilità sostenibile; energia pulita e risorse rinnovabiliefficienza energetica; tecnologie pulite per lo sfruttamento di combustibili fossili; gestione sostenibile ed utilizzo efficiente delle risorse naturali; gestione eco-compatibile dei materiali durante il loro intero ciclo di vita; riduzione di emissioni di CO 2; sistemi innovativi per lo sfruttamento dell’energia solare; scoperta e sviluppo di nuovi materiali per produzione, immagazzinamento e distribuzione di energia pulita.

Terzi: impegno per la mobilità sostenibile

“Il premio internazionale - ha aggiunto Terzi – sarà l’occasione per valorizzare contributi in grado di generare impatti positivi sulla qualità della vita dei lombardi. La mobilità sostenibile è uno dei temi specifici previsti dall’iniziativa. Un tema ancor più cruciale in un territorio complesso e antropizzato come il nostro. La Regione investe: dal rinnovo della flotta dei mezzi pubblici al cofinanziamento di punti di ricarica per auto elettriche, fino all’impegno per la realizzazione o il completamento di percorsi ciclabili. I nuovi treni per esempio garantiscono una diminuzione del 30% dei consumi di energia elettrica e sono composti da materiali con alti tassi di riutilizzo (96%) e di biodegradabilità (95%)”.

Cattaneo: sostenibilità fa rima con sviluppo

Il tema scelto dalla Giunta viene definito dall’assessore Cattaneo “cruciale nelle politiche di scala globale e anche nelle politiche della nostra Regione e trova nell’innovazione il modo più corretto per affrontare le sfide. La sostenibilità – ha rimarcato – è il nuovo nome dello sviluppo. Attorno alla sostenibilità si gioca la più grande opportunità di sviluppo che abbiamo di fronte nei prossimi decenni e dobbiamo dotarci degli strumenti e delle scelte politiche che ci permettono di tenere il ritmo delle sfide che abbiamo di fronte. Sfide come quelle rappresentate da economia circolare, transizione energetica, mobilità sostenibile, smart city, smart village e smart Region. È un cambiamento trasversale, che si costruisce dal basso, coinvolgendo tutti, ogni singolo cittadino, ogni singola impresa: è questa la linea politica su cui si sta muovendo Regione Lombardia”. 

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4 dic 2019

PoliS-Lombardia ha realizzato l’edizione 2019 del Rapporto Lombardia, un lavoro di studio e analisi rivolto ai policy maker regionali in primis e, più in generale, ai decisori dei settori politici, economici e sociali della Lombardia.
Il testo verrà presentato e reso disponibile in occasione dell’incontro “Competitivi per vocazione, sostenibili per scelta” che si terrà il 9 dicembre 2019 a Milano.
Una peculiarità di questa terza edizione si esprime nell’analizzare i fenomeni presi in considerazione attraverso la costruzione di indicatori più qualitativamente adatti a declinare i 17 Goal dell'Agenda Onu 2030 anche alla scala sub regionale.

In questo modo ci si propone di fornire uno strumento utile per la programmazione regionale della Lombardia, che consenta anche di comprendere interventi specifici per quei territori che mostrassero particolari caratteristiche o criticità.
La lettura del Rapporto Lombardia 2019 consente di capire meglio la realtà lombarda, sia in generale sia con riferimento ai singoli Obiettivi dell’Agenda Onu 2030, e di evidenziare il posizionamento italiano e lombardo rispetto ai Paesi OCSE.

 

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21 nov 2019

In Lombardia la tassa rifiuti è mediamente più bassa che nel resto del Paese. Lo confermano le rilevazioni di Cittadinanzattiva.

“Il dato della Lombardia – commenta l’assessore all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo – dimostra come la presenza di un sistema industriale di gestione dei rifiuti che funziona premetta di avere una tassa sui rifiuti più bassa. Mentre il Sud paga il prezzo della scelta politica di non costruire gli impianti necessari per il trattamento dei rifiuti, riversando questi costi sui cittadini.

Da noi la spesa media a famiglia è pari a 241 euro rispetto ai 300 di media nazionale e ai 351 euro del Sud Italia. Per raggiungere questo risultato, in Lombardia, possiamo fare affidamento su un sistema industriale fatto da soggetti pubblici, da privati e da cittadini, dotati di un grande spirito civile. Permettono infatti di attestare in media la raccolta differenziata per i rifiuti solidi urbani al 70, 8% (dato ARPA anno 2018) con punte particolarmente positive in alcune province come Mantova, Varese, Cremona, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza seguite da Pavia e Sondrio”.

Recuperato il 61,7% dei rifiuti. I numeri degli impianti

“I rifiuti raccolti in Lombardia – continua Cattaneo – sono avviati per il 61,7% a recupero di materia, per il 25,4% al recupero di energia diretto (nei termovalorizzatori) e la parte residuale, pari allo 0,58% è smaltito in discarica. In Lombardia sono presenti 13 termovalorizzatori su 39 attivi in Italia.

Per la parte organica, 78 impianti di compostaggio e 42 impianti di digestione anaerobica, numeri che ci mettono al vertice a livello europeo. Inoltre, abbiamo più di 3 mila impianti autorizzati che trattano rifiuti. In questi anni abbiamo posto le basi per un’economia circolare, per costruire un sistema in cui la materia possa essere recuperata e riutilizzata nella misura massima possibile e che consenta ai cittadini della nostra regione di avere tasse sui rifiuti tra le più convenienti”.

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19 nov 2019

Ammonta a oltre due milioni di euro lo stanziamento deliberato dalla Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo di concerto con l’assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli, per incentivare le piccole e medie imprese a realizzare le diagnosi energetiche. Contestualmente alla delibera è stata anche approvata la convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per il cofinanziamento della relativa misura di sostegno.

La convenzione con il MISE

La misura concede finanziamenti alle PMI per realizzare la diagnosi energetica o l’adesione al sistema di gestione ISO 50001 della propria sede produttiva, mediante l’utilizzo di un cofinanziamento ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente.

Per dare seguito alla relativa misura di incentivazione, sarà stipulata una convenzione con il MISE, con cui saranno definite tutte le modalità in base alle quali saranno concessi i finanziamenti alle PMI e sarà erogata a Regione Lombardia la quota di cofinanziamento statale.

La spesa prevista ammonta a 2.238.750 euro, di cui 1.567.125 euro finanziati dallo Stato e 671.625 euro finanziati da Regione Lombardia, da ripartire al 50% sul bilancio 2020 e 50% sul bilancio 2021.

Cattaneo: nuove sfide guardando all’Ambiente

“Regione Lombardia, con l’approvazione di questa delibera, guarda all’ambiente: l’energia più pulita e meno costosa è l’energia che non si consuma – ha commentato l’assessore Cattaneo -. Nel breve periodo, la politica più efficace per il contrasto ai cambiamenti climatici e per la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti è l’efficientamento energetico”.

“Si aprono davanti a noi nuove sfide rispetto all’efficienza energetica per evitare sprechi e dispersioni – ha proseguito Cattaneo –, fattore che riguarda tutti i settori economici, a partire da chi produce energia a chi produce beni e servizi. Ecco come un beneficio per il clima diventa anche un’opportunità di sviluppo e di ammodernamento per il nostro territorio”.

“Con questo provvedimento confermiamo la nostra attenzione al mondo produttivo - ha sottolineato poi Mattinzoli -, a chi investe e crea lavoro, nel rispetto dell’ambiente con una vision orientata alle future generazioni”.

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4 nov 2019

Non più solo dighe galleggianti per arginare e raccogliere tonnellate di plastica nei mari: si sposta ora nei fiumi la battaglia all’inquinamento delle acque di The Ocean Cleanup, la fondazione olandese nata nel 2013 per iniziativa del giovane inventore e imprenditore Boyan Slat.

La nuova campagna è stata lanciata il 26 ottobre, svelando in diretta al mondo quello che sarà lo strumento di questa battaglia ovvero Interceptor: un macchinario galleggiante, attivo 24 ore su 24 grazie all’alimentazione a energia solare e a batterie agli ioni di litio integrate.

Il principio e il funzionamento

Il punto di partenza di Ocean Cleanup è del resto proprio lo sviluppo delle soluzioni tecnologiche più innovative ed efficaci per raggiungere lo scopo dichiarato: ripulire mari e oceani dall’invasione dei rifiuti plastici e delle microplastiche. Dopo aver ‘scandagliato’ gli oceani per raccogliere i materiali già oggi dispersi, la Fondazione ha deciso di aggredire il problema alla radice andando a fermare la plastica nei mille fiumi più inquinati del mondo, entro il 2025.

Del resto, è attraverso i corsi d’acqua dolce che si riversa negli oceani circa l’80% della plastica. Ecco allora l’idea di questo macchinario, simile a una larga chiatta, che come già fa il dispositivo messo a punto dalla Fondazione per la pulizia degli oceani verrà ancorato al fondale e sfrutterà le correnti naturali delle acque per catturare la plastica: intercettati da una barriera galleggiante, i detriti verranno incanalati verso l’interno da un nastro trasportatore.

Si tratta di un sistema di raccolta‘passivo’, come appunto quello lanciato da Slat circa sette anni fa per intaccare le grandi isole galleggianti di detriti plastici che si formano spontaneamente a causa delle correnti. Il congegno messo a punto da Ocean Cleanup interviene prima che queste ‘isole’ si deteriorino trasformandosi in microplastiche ovvero in cibo per pesci e uccelli.

Un grande tubo galleggiante a forma di ‘U’  raduna la plastica, permettendone una più facile raccolta e il riciclo, trattenuto da un’ancora fissata a 600 metri di profondità (un elemento aggiunto dopo i primi test non soddisfacenti). Il sistema, semplice ma efficace, ha permesso la raccolta di 5 tonnellate di rifiuti plastici al mese ed è valso a Slat il riconoscimento dell’ONU come Champion of the Earth.

La capacità di raccolta di Interceptor dovrebbe essere ancora maggiore, dalle 50 fino a un massimo di 100 tonnellate di rifiuti al giorno. Con questi numeri, Ocean Cleanup punta a impedire l’ingresso negli oceani, nell’arco dei prossimi cinque anni, dell’80% della plastica attualmente presente.

La sfida rimane comunque immane: ogni anno, sono circa 8 milioni le tonnellate di plastica che invadono le acque oceaniche compromettendo gli ecosistemi, la fauna e dunque la catena alimentare, e di conseguenza la nostra salute e la nostra economia.

 

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4 nov 2019

Come indirizzare le azioni della politica in diversi settori - dalla mobilità all’energia - per promuovere un modello di sviluppo sostenibile? A dirlo possono essere i cittadini, che Regione Lombardia ‘chiama’ per costruire con loro azioni e programmi improntati alla sostenibilità.

C’è ancora una settimana di tempo: fino all’11 novembre, tutti possono far sentire la propria voce compilando il Questionario della consultazione pubblica: bastano 15 minuti.

Scopri qui il questionario della consultazione pubblica.

Imprese, associazioni, enti pubblici, enti di ricerca e incubatori, singoli cittadini: chiunque sia interessato a temi come economia circolare, bioeconomia, mobilità sostenibile e transizione energetica potrà indicare quali sono le proprie priorità e quali gli ambiti di intervento da cui partire.

Ancora una volta, dunque, Open Innovation diventa strumento di partecipazione, per il coinvolgimento di tutti gli stakeholders.

I risultati della consultazione contribuiranno alla definizione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, che deve essere approvata entro il 2020 e che confluirà nella Strategia nazionale sul tema.

Il contesto di riferimento è quello dato dagli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030, su cui verranno costruite le Strategie regionali e quella nazionale e che ha ispirato anche il Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, sottoscritto dalle prime 54 associazioni lo scorso 18 settembre.

I risultati della consultazione pubblica saranno disponibili in un secondo momento sempre su questa piattaforma.

 

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29 ott 2019

Uno sportello ‘Energia e Clima ‘all’interno di Regione Lombardia, che mette a disposizione delle Amministrazioni locali l‘expertise’ dei tecnici di Regione Lombardia e di ENEA.

Questo uno dei frutti dell’accordo Regione-ENEA in materia di Ambiente ed Energia da poco sottoscritto, a Palazzo Lombardia, dall’assessore regionale ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo e dal presidente dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo economico sostenibile) Federico Testa.Un sostegno ai piccoli Comuni

“La sigla del Protocollo tra Regione Lombardia ed ENEA, che si occupa dello sviluppo sostenibile dal punto di vista scientifico e ha competenze straordinarie – ha detto Cattaneo – si concretizza come primo atto nell’apertura, insieme ai tecnici di ENEA, di un ufficio presso Regione Lombardia. Uno sportello a disposizione di tutte le Amministrazioni locali, perché vogliamo che anche i Comuni che non hanno le competenze al proprio interno possano utilizzare quelle di Regione e di ENEA per fare gli interventi più giusti, in particolare per l’efficientamento energetico degli edifici esistenti”.

Efficientamento energetico

“Abbiamo visto che la misura più efficace nell’immediato – ha proseguito l’assessore – per contrastare i cambiamenti climatici, ridurre le emissioni clima alteranti e le emissioni inquinanti è migliorare l’efficienza energetica dei nostri edifici, cioè fare in modo che consumino meno. Questa è una politica che fa vincere tutti: ci guadagna l’ambiente, perché ci sono meno emissioni, ci guadagna la bolletta energetica nazionale, perché compriamo meno gas e petrolio dall’estero, e ci guadagnano le tasche dei cittadini, perché possono arrivare a risparmiare fino al 70% dei costi energetici sulla loro bolletta quotidiana”.

Questo sarà comunque solo uno dei tanti risultati concreti di questo accordo, ha assicurato Cattaneo: “Con l’ENEA lavoreremo insieme sui fanghi da depurazione, sul tema del piano di Energia e Clima regionale e sul piano dell’economia circolare”.

Scopri il Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile

Su questo ultimo punto, in particolare, ENEA aveva già aderito lo scorso 18 settembre al Protocollo per lo sviluppo sostenibile (scopri di più).

Guarda l’intervista a Claudia Brunori, responsabile della Divisione Uso efficiente delle risorse e chiusura dei cicli del Dipartimento Sostenibilità di ENEA.

 

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28 ott 2019

“Un grande risultato per un bel gioco di squadra. Così il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti, ha commentato i numeri della Settimana per l’Energia 2019: alla sua XI edizione con il titolo Mettiamo energia in circolo: le sfide dell’economia circolare”, l’iniziativa promossa dall’associazione con il patrocinio di Regione Lombardia, il coordinamento scientifico del Politecnico di Milano – Energy & Strategy, la partnership di CEnPI ha messo in fila 26 incontri con 92 relatori e oltre 4200 presenze.

Non a caso, la Settimana è stata inserita tra le iniziative della Presidenza Italiana di EUSALP e in apertura dell’evento conclusivo, nel pomeriggio di venerdì 25, il Direttore Generale dell’Assessorato Clima e Ambiente di  Regione Lombardia e delegato per EUSALP, Mario Nova, ha assicurato che “l’Assemblea Generale della strategia EUSALP in programma a novembre sarà l’occasione per valorizzare anche le esperienze fatte anche nel corso di questa settimana”.

Ma c’è un altro numero che Massetti tiene a sottolineare: secondo la survey che l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia ha condotto tra 1.764 imprese associate sul tema “Gestione dei rifiuti e vocazione al riciclo d’impresa”, “il 28,2% delle MPI già adotta soluzioni circolari, con una quota di imprese (il 25,3%) che ha accresciuto il grado di durevolezza, riparabilità o riciclabilità dei propri prodotti nell’ultimo quinquennio”.

Altrettanto significative molte alcune delle cifre del Rapporto 2019 dell’Osservatorio, intitolato “Green Value: la declinazione sostenibile del valore artigiano”, presentato il 15 ottobre prima del confronto tra rappresentanti delle istituzioni e imprese dell’area EUSALP sul tema dell’economia circolare.

Il valore dell’economia ambientale

Eccole: “L’economia ambientale nella nostra regione vale 1,8 punti del PIL – hanno spiegato Enrico Quintavalle e Licia Redolfi, Direttore Scientifico e Ricercatore dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia – di questo ammontare 4,7 miliardi di euro vengono impiegati per la gestione delle risorse naturali e 2,3 miliardi per processi di economia circolare. La green economy rappresenta quindi anche un’importante opportunità sul fronte dell’occupazione e tenderà a esserlo sempre più nel futuro prossimo”.

“Parliamo di green value ai tempi della crescita zero – ha premesso Quintavalle – dobbiamo quindi considerare sostenibilità ed economia circolare come mezzi per costruire valore. Dobbiamo, anche, tenere in conto gli effetti sulla competitività delle aziende di una tassazione ambientale che in Italia è particolarmente alta, doppia ad esempio di quella polacca: per fare un esempio concreto, la tassazione delle emissioni da trasporto su strada costa il doppio a un autotrasportatore italiano rispetto ad un suo concorrente polacco”.

La Lombardia nel contesto nazionale

Licia Redolfi ha poi presentato il nuovo Indice Green Economy di Confartigianato Lombardia, creato per misurare – attraverso 40 indicatori in 7 diversi ambiti – le performance green di un territorio, individuando gli aspetti virtuosi e quei punti deboli sui quali sarà necessario lavorare nei prossimi anni. La Lombardia dunque si posiziona “terza nella classifica nazionale, dopo Trentino Alto e Valle d'Aosta. Il territorio lombardo risulta virtuoso nell’ambito imprese, dove si posiziona seconda nella classifica regionale, e negli ambiti di mobilità e rifiuti, dove si posiziona terza; va bene anche la gestione dell’acqua mentre per l’energia è ancora bassa la capacità di sfruttare le fonti rinnovabili, così come c’è ancora molto da fare sul fronte dell’efficientamento. Semaforo rosso per la qualità dell’aria, a causa delle elevate emissioni in atmosfera di gas serra, e il consumo di materia e suolo”.

L’esperienza concreta e green delle imprese artigiane

Spazio anche alle esperienze concrete di sostenibilità all’interno delle MPI. E non da oggi. La milanese Daniela Bravi, fondatrice di Garbage Lab, ha spiegato come è nata la sua idea di riuso, “dalla spazzatura agli oggetti di design, ovvero da maxi affissioni pubblicitarie in PVC alla creazione di borse, dando nuova vita a un materiale che è inquinante in fase di produzione e impossibile da riciclare, e che viene utilizzato solo per un breve periodo nella sua prima funzione”.

Irene Ferrari, seconda generazione dell’Officina Meccanica Effe Ci Srl con sede nella provincia bergamasca, ha raccontato come sia possibile conciliare obiettivi economici con un miglioramento delle condizioni dei lavoratori: “Abbiamo creato un separatore olio-acqua per le macchine utensili che permette di risparmiare, riutilizzando i fluidi attraverso la re-immissione nel ciclo produttivo dopo la loro depurazione, e insieme di rendere più salubre l’ambiente di lavoro, sanificando l’aria e riducendo le cariche batteriche che causano cattivi odori ed esalazioni. Da una nostra esigenza è nato un prodotto, che poi abbiamo iniziato a vendere anche ad altre aziende”.

Infine il comasco Massimo Gervasini di Emmefurs, pellicciaio da 35 anni nell’azienda di famiglia fondata 70 anni fa: “Anche nel nostro caso abbiamo unito risparmio e sostenibilità. Dall’idea di rimettere a modello le pellicce usate è nata quella di creare nuovi capi da materie prime esistenti, fino a fondare un marchio, SlowFur, che commercializza solo pellicce rigenerate, ovvero rigorosamente create a partire da pellicce usate”.

A chiudere i lavori un messaggio inviato dal Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana: “Le trasformazioni nascono dai piccoli contributi quotidiani delle persone. Anche la transizione verso l’economia circolare passa da qui: dall’impegno di ciascuno di noi, come cittadini e come imprenditori”.

 

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23 ott 2019

Il 4 ottobre 2019 è stato presentato alla Camera dei deputati il rapporto ASviS 2018, che potete trovare IN ALLEGATO.

Nel rapporto annuale redatto da ASviS si analizza il percorso dell’Italia, e dei suoi territori, nell’attuazione dell’Agenda 2030. ASviS, inoltre, avanza proposte per migliorare le performance economiche, sociali e ambientali del Paese e per ridurre le disuguaglianze che lo attraversano.

Qui un estratto: “Per il terzo anno, l’ASviS mostra, sulla base di solidi dati statistici, la distanza dell’Italia rispetto ai 17 ambiziosi Obiettivi di sviluppo sostenibile e ai 169 Target che li rendono estremamente concreti per la vita della popolazione, ma anche i passi compiuti negli ultimi dodici mesi in termini di interventi legislativi e amministrativi.

Il Rapporto illustra anche la straordinaria crescita, nella società italiana, dell’attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile, come testimoniato dal crescente numero di aderenti all’ASviS (attualmente 225, ovvero 50 in più rispetto a un anno fa), di eventi e iniziative organizzate sul territorio nazionale, del crescente numero di corsi universitari e di approfondimenti didattici nelle scuole, del successo del secondo Festival italiano dello sviluppo sostenibile”.

 

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21 ott 2019

Si è aperta lunedì 21 ottobre in Regione Lombardia con un’iniziativa dedicata alle scolaresche - la proiezione del film “Oceano di plastica” all’Auditorium Testori - la “Settimana per l’energia” di Confartigianato Lombardia. Sei i giorni di eventi, fino al 26 ottobre.

Il focus di questa edizione, “Mettiamo energie in circolo”, è sulle “sfide dell’economia circolare”: tema attualissimo, che gli artigiani lombardi possono rivendicare di non avere scoperto oggi sull’onda di una rinnovata sensibilità, tanto che - come viene ricordato in apertura - già quattro anni fa la manifestazione aveva pensato di invitare l’allora sconosciuta Greta Thunberg, oggi leader del movimento contro i cambiamenti climatici.

La Settimana è infatti ormai all’XI° anno di vita. Appuntamento radicato e diffuso sul territorio, con 26 eventi di cui quattro di sensibilizzazione dedicati alle scuole, sei convegni e altre iniziative che coinvolgono professionisti, imprese e associazioni su impatto e prospettive dell’economia circolare in vari settori, dal tessile all’edilizia all’alimentare.

Sugli obiettivi dell’iniziativa è netto Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia: “Su questi temi il clima è cambiato, ma si rischia di pensare che sia sufficiente la nuova sensibilità maturata da imprese e cittadini. Non è così e noi non abbasseremo la guardia”.

I numeri dell’economia circolare in Italia

Confartigianato Lombardia conferma dunque la propria attenzione a una nuova forma di sviluppo. Anche a partire dai numeri fotografati dal proprio Osservatorio sulle MPI.

Eccoli: l’economia circolare in Italia realizza un fatturato di 55,8 miliardi di euro e un valore aggiunto di 18 miliardi, pari all’1,1% del PIL; le attività di riciclo, riuso e riparazione sviluppano 2,2 miliardi di euro di investimenti e un’occupazione di oltre mezzo milione di addetti, ha spiegato il direttore scientifico Enrico Quintavalle.

Su questo fronte l’Italia vanta un primato, quello degli occupati nell’economia circolare, pari al 2,1% degli occupati di tutti i settori e superiore all’1,7% della media UE. Da notare, sottolinea Quintavalle - che il 75,5% degli occupati dell’economia circolare – pari a 385 mila addetti – si concentra nelle micro e piccole imprese, e circa uno su due lavora in un’impresa artigiana”.

Gli artigiani sono dunque in prima fila quando si parla di economia circolare. Molte delle aziende artigiane interpellate dall’associazione confermano ad esempio di utilizzare materie prime seconde.

Cattaneo: artigiani possono fare molto

E ancora, gli artigiani “possono fare molto per incrementare efficienza e risparmio energetico, sia sul fronte dell’edilizia sia su quello dell’impiantistica - ha ricordato l’assessore ad Ambiente e Clima di Regione, Raffaele Cattaneo -, a partire del fatto che “gli impianti civili di riscaldamento risultano la prima fonte di emissioni” sul territorio, e che sono soprattutto gli artigiani a installare e manutenere gli impianti. “Ecco che un beneficio per il clima diventa anche un’opportunità di lavoro per le imprese del settore - ha concluso Cattaneo - e di risparmio per le persone. È questa la direzione da intraprendere”.

Una direzione, quella dell’economia circolare, che tra l’altro favorisce una serie di simbiosi industriali “a forte base locale”.

Gli appuntamenti

Il battesimo della “Settimana” si è tenuto appunto a Milano, nella sede di Regione che patrocina l’iniziativa e che il 25 pomeriggio ospiterà anche l’evento conclusivo dedicato alle best practice di economia circolare nell’ambito di Eusalp, l’iniziativa della Macroregione Alpina.

La giornata del 22 si articolerà in particolare su Bergamo, dove si terrà tra l’altro la Terza Conferenza Energetica EUSALP (“Come promuovere gli investimenti per l’efficienza energetica nella Macroregione Alpina”).

In allegato il programma dell’iniziativa.

 

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18 ott 2019

Boom di richieste di contributi dopo solo 24 ore dall’apertura del bando ‘Rinnova Autovetture’ di Regione Lombardia. Sono infatti oltre tre i milioni di euro di contributi per il cambio auto, richiesti con più di 400 domande. “Ancora una volta Regione Lombardia interviene a supporto dei cittadini - sottolinea allora l’assessore regionale ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo -, con un’azione che dimostra di essere capita e apprezzata e che incentiva una mobilità sempre più green. L’incentivo, questa volta rivolto ai cittadini privati – prosegue Cattaneo -, sta ottenendo un risultato positivo che contribuirà a svecchiare il parco auto e togliere dalla circolazione i veicoli più inquinanti”.

Come funziona

Il bando per richiedere i contributi per il cambio dell’auto è aperto dal 15 ottobre 2019 e lo rimarrà fino al 30 settembre 2020.  ‘Rinnova Autovetture’, rivolto ai privati, vuole incentivare la sostituzione di autovetture inquinanti circolanti in Lombardia con veicoli a basse emissioni destinati al trasporto di persone.

I contribuiti sono modulati in base alle categorie emissive e non alle tecnologie motoristiche. A fronte della rottamazione di un’autovettura di categoria M1, fino a Euro 2 con alimentazione a benzina e fino a euro 5 con alimentazione diesel, è possibile ricevere un contributo da 2 mia a 8 mila euro a seconda dei valori emissivi: 8 mila euro per vetture con emissioni di CO2 pari a zero; da e 6 mila a 4 mila euro a seconda delle emissioni di NOx, per vetture con emissioni di CO2 fino a 60 g/km; da 5 mila a 3 mila euro, a seconda delle emissioni di NOx, per vetture con emissioni di CO2 maggiori di 60 g/km fino a 95 g/km; in ultimo da 4 mila a 2 mila euro, a seconda delle emissioni di NOx, per vetture con emissioni di CO2 maggiori di 95 g/km fino a 130 g/km.

 

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11 ott 2019

È aperta la manifestazione di interesse per il supporto all’aggiornamento del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) della Lombardia: una selezione dei migliori esperti a supporto della VAS e delle analisi di impatto delle misure di Piano, e una grande occasione per essere parte attiva del primo piano regionale della transizione energetica di un territorio che ha il 20% della produzione energia netta e il 22% dei consumi totali del nostro Paese.

Il supporto si focalizza principalmente su analisi di potenzialità, individuazione misure, valutazione impatti economici e sociali, redazione dei relativi documenti relativi alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza (VIC).

La data ultima per la ricezione delle richieste di invito alla manifestazione di interesse è il 28 ottobre 2019, alle ore 12.

Tra i macro obiettivi strategici del piano ci sono l’incremento dell’efficienza nei settori d’uso finale; lo sviluppo del sistema delle fonti rinnovabili locali; la crescita del sistema produttivo al servizio della decarbonizzazione; la resilienza del sistema energetico lombardo.

Sul territorio regionale il comparto energetico è la fonte di gran lunga preponderante di gas a effetto serra: per questo le politiche di lotta al cambiamento climatico si intersecano con le politiche energetiche che riguardano il modo di produrre, distribuire e consumare energia ai diversi livelli territoriali.

Nel 2015 Regione Lombardia si è dotata Programma Energetico Ambientale Regione attualmente in vigore, di durata quinquennale e con obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2.

L’aggiornamento del PEAR porta con sé un’evoluzione della pianificazione regionale in quest’ambito, che risponde alle esigenze di governo della transizione energetica e mitigazione dei cambiamenti climatici richieste a tutti i livelli istituzionali, dall’internazionale al locale.

 

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2 ott 2019

utti in visita al Gambero di fiume. Perchè la Lombardia fa scuola, in tema di biodiversità. Il 2 e il 3 ottobre Regione Lombardia ospita infatti i rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e delle Regioni Abruzzo, Lazio, Molise e Sardegna, in una visita di studio e scambio di best practice in materia di natura e biodiversità che avrà come focus il progetto Europe LIFE GESTIRE2020.

Le visite e gli obiettivi

L’agenda degli incontri prevede ad esempio l’analisi della sperimentazione di due modelli innovativi di governance lombarda: il modello del Parco Oglio Sud e quello dell’Oltrepò Pavese. Ma anche la visita sul campo ad aree d’intervento del progetto, in particolare per le azioni di conservazione dei Chirotteri e del gambero di fiume (a cura di Regione Lombardia e di ERSAF) nella Riserva Naturale Valpredina e Comune di Cenate Sotto (BG).

Regione Lombardia rappresenta dunque un punto di riferimento per gli enti locali in materia di buone pratiche sulla biodiversità: è infatti la prima regione italiana ad avviare l’applicazione di una strategia integrata per la conservazione della biodiversità e per la tutela degli habitat e delle specie particolarmente minacciate o rare, appunto tramite LIFE GESTIRE2020, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma LIFE+.

Il progetto punta su capacity building e governance, sul miglioramento dello stato di conservazione di habitat e specie, sull’incremento della consapevolezza sul valore di Rete Natura 2000. Ovvero la rete ecologica di aree protette più vasta al mondo, istituita dall’Unione Europea per tutelare gli habitat naturali e le specie di flora e fauna minacciate o rare, e per garantirne la sopravvivenza a lungo termine secondo quanto indicato dalle direttive “Habitat” e “Uccelli”.

Natura 2000

In Lombardia la rete Natura 2000 conta 245 siti tra Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Zone di Protezione Speciale per l’Avifauna (ZPS), che tutelano 57 habitat di interesse comunitario e 161 specie di flora e fauna, di cui 87 di uccelli.

Investimenti diretti dei fondi LIFE europei, integrazione con altri fondi regionali e vision di lungo periodo: è questo il punto di forza del progetto LIFE GESTIRE2020, che oltre alla disponibilità finanziaria (più di 17 Milioni di euro, di cui circa 10 Milioni a carico dell’Unione Europea) e alla lunga durata (8 anni) prevede l’integrazione dei fondi e delle politiche per raggiungere gli obiettivi previsti, come ad esempio fondi del Programma di Sviluppo Rurale e del Fondo Sociale Europeo, il fondo regionale Aree Verdi e i finanziamenti di Fondazione Cariplo.

Altre informazioni sul progetto e su Natura 2000 a questo link.

 

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30 set 2019

Sarà pubblicato ai primi di ottobre il bando che a partire dal 15/10 consentirà di presentare domanda per accedere al contributo - fino a 8 mila euro - per la sostituzione dei veicoli inquinanti.

“Per il periodo 2019-2020 - ha annunciato l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo nel corso del convegno E-mob a Palazzo Lombardia - abbiamo stanziato 26,5 milioni di euro: 8,5 milioni di euro sono destinati alle imprese e 18 milioni sono destinati ai cittadini”.

Serve cambio di mentalità

“Questa rivoluzione - ha aggiunto - deve passare attraverso un cambio di paradigma: l’auto elettrica deve diventare parte di un nuovo modello di trasporto che riduca il numero di veicoli in circolazione e questo passa inevitabilmente per la condivisione. In questo si innesta anche la modifica dell’uso del veicolo nelle flotte aziendali e il potenziamento del TPL (il Traporto Pubblico Locale, ndr)”.

“Anche in questa prospettiva - ha spiegato ancora l’assessore - Regione Lombardia ha previsto un pacchetto di incentivi, nei quali sono compresi anche i veicoli elettrici, che consentirà ai cittadini lombardi e alle imprese di sostituire il proprio veicolo inquinante. Migliorare la qualità dell’aria è una nostra priorità. Stiamo adottando nel tempo politiche realiste che favoriscono gli spostamenti dei cittadini, e nello stesso tempo guardano a una mobilità sempre più green”.

“I processi di transizione verso assetti maggiormente virtuosi - ha aggiunto l’assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi - devono essere sostenuti con convinzione dalle istituzioni. È quello che stiamo facendo per agevolare la diffusione della mobilità elettrica. Penso all'attivazione del bando dedicato ai privati per incentivare la diffusione di punti di ricarica privata per veicoli elettrici’, ovvero le strutture per la ricarica domestica: iniziativa che ha ottenuto un ottimo riscontro. Penso al bando Pnire, che consentirà di cofinanziare colonnine di ricarica in molti Comuni lombardi”.

Allo stesso tempo, Regione Lombardia ha reso strutturale l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per le vetture elettriche.

I destinatari del bando

Il bando si rivolge a oggetti privati residenti in Lombardia, che radiano per demolizione un autoveicolo per il trasporto persone a benzina fino a euro 2 o diesel fino ad Euro 5, oppure radiano per esportazione all’estero un autoveicolo diesel per il trasporto persone Euro 3, euro 4 o euro 5 e acquistano, anche nella forma del leasing finanziario, un’autovettura di nuova immatricolazione o già immatricolata in grado di garantire bassissime emissioni di inquinanti.
È necessaria inoltre la presenza, sul contratto d'acquisto del nuovo autoveicolo, di uno sconto di almeno 12 per cento sul prezzo di listino oppure in alternativa per i soli veicoli elettrici puri di un importo pari ad almeno 2.000 euro.
Sono ammessi anche gli interventi (radiazione e acquisto) effettuati prima dell’avvio della presente misura ma successivi alla data del 2 agosto 2018 (data di approvazione della delibera n.449/2018 che ha introdotto nuove limitazioni della circolazione dei veicoli inquinanti).

La misura si rivolge però anche alle PMI, con meno di 250 dipendenti e un fatturato che non superi i 50 milioni di euro, con sede anche operativa in Lombardia ai sensi dei Regolamenti CE 1407/2013 (aiuti 'de minimis') e 651/2014 (aiuti in materia di tutela ambientale. Per accedere al contributo, è sempre necessaria la contestuale radiazione per demolizione o per esportazione all’estero di un autoveicolo inquinante e la presenza, sul contratto d'acquisto del nuovo autoveicolo, di uno sconto di almeno 12% sul prezzo di listino.

I contributi

Per quanto le autovetture private, a fronte della radiazione di un’autovettura di categoria M1, fino a Euro 2 con alimentazione a benzina e fino a euro 5 con alimentazione diesel, è possibile ricevere un contributo da 2 mila a 8 mila euro a seconda dei valori emissivi: 8 mila euro per vetture con emissioni di CO2 pari a zero, da e 6 mila a 4 mila, a seconda delle emissioni di NOx, per vetture con emissioni di CO2 fino a 60 g/km, da 5 mila a 3 mila euro , a seconda delle emissioni di NOx, per vetture con emissioni di CO2 maggiori di 60 g/km fino a 95 g/km e, in ultimo da 4 mila a 2 mila euro, a seconda delle emissioni di NOx, per vetture con emissioni di CO2 maggiori di 95 g/km fino a 130 g/km.

Per quanto riguarda i veicoli destinati alle imprese, i contributi variano da 2 mila a 20 mila euro a seconda della categoria emissiva del veicolo. Per i veicoli 'pesanti' Euro VI, anche con criteri incentivanti rispetto all'utilizzo di combustibili alternativi, mentre per i veicoli ‘leggeri’ Euro 6 il contributo è basato sulle emissioni di CO2 (ciclo NEDC) e sulle emissioni di NOX (RDE) PM10.

 

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27 set 2019

“I territori si incontrano alla ‘Climate Week’ di New York: la lotta al cambiamento climatico può partire dal basso, dai territori, spesso modelli di sviluppo improntati sull’economia circolare e sostenibile”.

Così l’assessore all'Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, che alla ‘Climate Week’ ha portato l’esempio degli impegni assunti da Regione Lombardia nell’ambito di un incontro in cui si è discusso delle azioni Stati, Regioni, Città e imprese possono compiere per contrastare il cambiamento climatico, portando l'esempio degli impegni assunti da Regione Lombardia.

Efficientamento energetico degli edifici

“Una delle azioni principali per contrastare il cambiamento climatico è il lavoro sull’efficientamento energetico degli edifici - ha ricordato Cattaneo -. L’energia più economica e pulita è infatti quella che non si consuma e il nostro obiettivo è ridurre le emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 e dell’80% entro il 2050 sui valori del 2005, e ridurre il consumo dell’energia totale del 10% entro il 2020. Il 42% del consumo totale di energia in Lombardia avviene dagli edifici”.

L’anticipo sugli standard europei

 “In Lombardia - ha ricordato l’assessore regionale all’Ambiente - abbiamo applicato gli standard europei con 5 anni di anticipo: infatti dal 2016 le nuove costruzioni devono essere autosufficienti (nZeb) dal punto di vista energetico. Inoltre, il contributo della nostra regione allo sviluppo delle fonti rinnovabili per il Paese è significativo e ha già raggiunto e superato gli obiettivi assegnati dallo Stato al 2020. Basti pensare che il 25% della produzione idroelettrica italiana si fa in Lombardia. La nostra Regione è caratterizzata da maggiori consumi di energia da fonti rinnovabili - ha proseguito l'assessore -, è al secondo posto per potenza fotovoltaica installata e si caratterizza per l’alta penetrazione delle installazioni su edificio. Gli impianti fotovoltaici collocati su edifici con potenza inferiore ai 20 kW, costituiscono quasi il 90% del parco fotovoltaico regionale e rappresentano il 25% di potenza complessiva installata sul totale regionale”.

Gli investimenti sugli edifici

Cattaneo si è poi soffermato sul lavoro svolto per aumentare l’efficientamento energetico negli edifici pubblici: “Nei piccoli Comuni - ha ricordato - abbiamo potuto finanziare interventi di efficientamento energetico in 102 edifici pubblici (soprattutto uffici), con un investimento di 21 milioni di euro. Nelle grandi città invece sono stati finanziati 32 interventi soprattutto in scuole e impianti sportivi con un investimento pari a 43 milioni di euro, parte dei quali sono stati utilizzati per promuovere interventi di architettura sostenibile”.

Trasparenza con l’inventario delle emissioni

“Responsabilità e trasparenza sono le basi con cui possiamo costruire un rapporto di fiducia con i cittadini - ha chiosato Cattaneo - e coinvolgerli in azioni che guardano al cambiamento climatico. In Lombardia, in campo ambientale abbiamo costruito questo rapporto di fiducia rendendo disponibili tutti i dati che riguardano le emissioni climalteranti, sono disponibili infatti sia un inventario delle emissioni INEMAR, sia un catasto energetico.”.

L’Osservatorio economia circolare

 Durante il suo intervento Cattaneo ha anche ricordato che in Regione Lombardia “con l'Osservatorio Economia Circolare e Transizione Energetica abbiamo aperto un dialogo tra Istituzioni, imprese, parti sociali, Università, associazioni ambientali, un modo per dare attuazione concreta agli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. E grazie a questo dialogo aperto - ha concluso  - abbiamo potuto avviare siglare Protocolli di collaborazione sull’economia circolare anche direttamente con le imprese, prima fra tutte l’Eni”.

 

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26 set 2019

È on line su questa piattaforma il Questionario per la consultazione pubblica, lanciata da Regione Lombardia per costruire la propria Strategia per lo Sviluppo Sostenibile insieme a stakeholder e cittadini interessati al tema. Per rispondere c’è tempo fino all’11 novembre, compilando il form a questo link.

Un tema sempre più centrale, anche nell’agenda politica: proprio in questi giorni a New York l’ONU promuove un summit sui 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile fissati dall’Agenda 2030, il piano di azioni sottoscritto nel 2015 da 193 Paesi membri.

Il coordinamento dell’attuazione dell’Agenda 2030 in Italia è affidato a una Strategia nazionale dedicata, a cui i territori sono chiamati a dare il proprio contributo. Con un apporto che sarà fondamentale, perché a detta degli stessi promotori proprio sui territori si giocherà l’effettiva realizzazione degli SDGs (Susteinable Development Goals: leggi qui l’elenco).

Per definire i possibili percorsi di Sviluppo Sostenibile e le azioni correlate da inserire nella propria Strategia, Regione Lombardia punta dunque su un approccio bottom-up.

Un’iniziativa che si inserisce nel solco della sussidiarietà e del coinvolgimento degli stakeholder di cui Regione intende farsi portavoce anche su altri temi, come quelli dell’innovazione e della ricerca. La Sostenibilità, peraltro, è anche uno degli 8 ecosistemi individuati dal PST – Programma Strategico Triennale per la Ricerca, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico di Regione.

Da qui nasce il questionario, predisposto dalle Direzioni Generali Ambiente e Clima e Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione, con il supporto dei 10 membri internazionali del Foro Regionale per la Ricerca e l’Innovazione e dei Cluster Tecnologici Lombardi Fabbrica Intelligente (AFIL) e Chimica Verde (LGCA), competenti su questi temi e già in contatto con le realtà più attive in questo ambito.

Il questionario, la cui compilazione richiede circa un quarto d’ora, si rivolge a imprese, associazioni, enti pubblici, enti di ricerca e incubatori ma anche singoli cittadini per chiedere loro su quali ambiti di intervento punterebbero maggiormente.

In particolare la consultazione interessa economia circolare e bioeconomia: per fare un esempio, in quest’ultimo campo si può indicare se si ritiene più produttivo incentivare la creazione di bioraffinerie, piuttosto che la riconversione di aree industriali o dismesse o ancora la stesura di un piano regionale per gli acquisti verdi.

Altre domande vertono invece sull’incidenza dei temi di sviluppo sostenibile sulla propria quotidianità, per restituire una fotografia accurata e attuale dei bisogni della società lombarda e dell’impatto di questo nuovo approccio su cittadini e mondo produttivo.

Le iniziative

La parola passa dunque ai cittadini. I risultati della consultazione verranno poi pubblicati sempre su questa piattaforma.

La Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile è prevista dal Programma Regionale di Sviluppo della XI Legislatura e andrà approvata entro il 2020.

Tra i passi più rilevanti compiuti in questa direzione c’è anche il Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto dalle prime 54 associazioni il 18 settembre a Palazzo Pirelli alla presenza del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Il documento impegna gli aderenti ad assumere iniziative in prima persona, formalizzandole in sede regionale entro la fine dell’anno.

Il Protocollo rimane aperto alla sottoscrizione di altri soggetti anche nei prossimi mesi.

Leggi di più qui.

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28 ago 2019

Inaugurato a Milano il primo Centro europeo sull’economia e l’ambiente (European Institute on Economics and the Environment, EIEE), nato dalla collaborazione tra il think tank statunitense Resources for the Future e il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. A tagliare il nastro il Premio Nobel William Nordhaus, primo economista al mondo a definire le relazioni tra cambiamento climatico, crescita economica e sviluppo sostenibile.

Da Milano parte la sfida al Climate Change

Con il nuovo centro Milano e l’Europa diventano il fulcro della ricerca mondiale sui temi che molti considerano come le sfide più rilevanti dei prossimi decenni, in primis come affrontare i cambiamenti climatici garantendo benessere e sviluppo sostenibile per le generazioni attuali e future. Concetto che l’economista Nordhaus ha ribadito focalizzando il suo intervento sulla necessità di studiare “meccanismi a incentivo, che premino quindi chi partecipa attivamente agli accordi internazionali sul clima e sanzionino, invece, chi ne rimane fuori”. Solo così,ha poi aggiunto il Nobel, “l’abbattimento delle emissioni rappresenterà un beneficio per tutti i cittadini, di tutte le fasce di reddito”.

Accanto al professor Nordhaus hanno partecipato all’inaugurazione Richard Newell (Presidente RFF), Antonio Navarra (Presidente CMCC), Massimo Tavoni (Direttore RFF-CMCC European Institute on Economics e docente di Ingegneria gestionale ed economica ambientale al Politecnico di Milano), oltre a Valentina Bosetti (Professoressa di Economia Ambientale all’Università Bocconi). L’iniziativa, concretizzatasi grazie allo sforzo dei ricercatori USA e di quelli europei, fa di Milano uno dei poli all’avanguardia nello studio dei cambiamenti climatici, creando di fatto opportunità per rafforzare collaborazioni con le principali università cittadine, dal Politecnico alla Bocconi.

Oltre 50 ricercatori da più di 13 Paesi

La riduzione delle emissioni di gas serra, le tecnologie che facilitano la transizione verso un mondo senza emissioni di carbonio, il nesso tra cambiamenti climatici e migrazioni, le implicazioni nella distribuzione delle ineguaglianze e le tecniche per incentivare e premiare comportamenti virtuosi nei cittadini: queste sono alcune delle linee di ricerca sviluppate all’RFF-CMCC - European Institute on Economics and the Environment attraverso collaborazioni con le più importanti realtà a livello internazionale.

Il nuovo centro europeo è formato da una cinquantina di ricercatori provenienti da 13 nazionalità (Italia, Germania, Francia, Olanda, Portogallo, USA, Bolivia, Bangladesh, India, Iran, Corea del Sud, Cina, Belgio), tutti con specializzazioni diverse ma attinenti: troviamo infatti economisti, climatologi, Data e Computer Scientists, matematici, ingegneri.

“Abbiamo a disposizione un team multidisciplinare di grande livello che ora può lavorare 24 ore su 24 per risolvere quelle domande che sono di importanza fondamentale e che finora non hanno avuto risposte chiare – spiega Massimo Tavoni, Direttore dell’European Institute on Economics and the Environment - sia che noi vogliamo conoscere l’impatto dei cambiamenti climatici sulla crescita delle economie globali e sulle ineguaglianze, sia che vogliamo approfondire i temi riguardanti le strategie di investimenti utili a raggiungere sviluppo sostenibile, sia che vogliamo conoscere i modi con cui coinvolgere cittadini e consumatori in comportamenti virtuosi dal punto di vista della crescita economica e dell'ambiente, il nostro Centro può fornire soluzioni basate su prove scientifiche e metodi di ricerca rigorosi”.

Cosa fa il nuovo Istituto Europeo

Il neonato Centro con base milanese e orizzonte internazionale è già operativo. Uno dei primi studi portati a termine, relativo alle best practices per tagliare CO2 senza incidere negativamente sull’economia e sulle tasse, è stato appena pubblicato sull’autorevole Nature Climate Change con l’obiettivo di tracciare la rotta che i diversi governi devono seguire se vogliono realmente rispettare l’Accordo di Parigi e quindi affrontare con efficacia i cambiamenti climatici e garantire misure in linea con le priorità socio-economiche di ciascuna realtà nazionale. Interessante anche un secondo studio che analizzando le quantità di CO2 emessi dai singoli Paesi, calcola poi i costi sociali ed economici futuri che i governi di questi Stati si troveranno ad affrontare per far fronte ai danni derivanti dai cambiamenti climatici imputabili proprio a quelle emissioni.

Come cambierà il clima, come cambierà il mondo

Questi risultati sono il frutto dell’utilizzo avanzato dei più recenti modelli di proiezioni climatiche che incrociate con le stime empiriche di danni economici legati al clima e previsioni socio-economiche consentono di prevedere come varierà il clima e con esso il mondo intero. Illuminante, al riguardo, il rapporto pubblicato da Crowther Lab, un centro di ricerca che si occupa di cambiamento climatico e che ha studiato la variazione delle temperature da oggi al 2050 e le conseguenze sul clima delle varie città.

In base allo studio, ad esempio, Londra potrebbe avere un clima molto simile a quello di Barcellona, Madrid, invece, già molto calda durante l’estate, potrebbe diventare come Marrakech mentre Stoccolma avrebbe un clima simile a quello di Milano. E in Italia il paragone viene fatto proprio con Milano che potrebbe diventare bollente come Dallas, in Texas. A questo link è visionabile l’interessante mappa interattiva che mostra come cambierà il clima nel corso degli anni città per città. Quello che fa il nuovo centro di ricerca euro-milanese è proprio analizzare quali ripercussioni tali mutamenti avranno su società, ambiente, economia.

 

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26 ago 2019

La plastica più inquinante, quella non riciclabile e sinora inevitabilmente destinata a termovalorizzatori o discariche, che diventa in un sol colpo risorsa economica e occupazionale. La svolta, carica anche di fondamentali benefici ambientali, si deve alla VGM Patent, società di Desenzano (Brescia) che ha trasformato i rifiuti plastici in una innovativa resina con la quale si realizzeranno pannelli truciolari ecologici ‘formaldeide free’.

Un brevetto green che fa bene anche all’export

Il brevetto, battezzato “Ass - Adesivo solido secondario”, poiché permette di ottenere la speciale colla per legno dagli scarti plastici comunemente noti come ‘plasmix’ e catalogati come Css, ossia Combustibile solido secondario, oltre a consentire il riciclo di questi rifiuti inquinanti, metterà definitivamente al bando la formaldeide, sostanza sospettata di essere cancerogena e che gli Usa, mercato chiave per l’export di truciolato Made in Italy, sono pronti a vietare.

Ecco, allora, che in soccorso al nostro pianeta blu, così come ai produttori italiani di truciolato da tempo alla ricerca di un sostitutivo low cost della formaldeide, arriva l’invenzione green dell’azienda bresciana, società nata per gestire brevetti industriali e fondata nel gennaio di quest’anno da tre soci: Vittorio De Gasperini, laureato in chimica industriale a Milano; Marco Cioli, assicuratore e Giuseppe Tavelli, titolare di un’impresa attiva nel campo della meccanica di precisione.

La colla che si mangia la plastica

La speciale resina creata dalla VGM potrebbe letteralmente liberare ogni anno il nostro Paese da un milione di tonnellate di plastica non riciclabile sfruttando, peraltro, tecnologie industriali già esistenti. Oltre all’evidente impatto positivo sull’ambiente, perché convertire la plastica significa abbattere l’inquinamento generato dalla combustione nei termovalorizzatori nonché risparmiare tonnellate di metano per la produzione di formaldeide, il brevetto della società bresciana garantirà anche un futuro al settore della produzione di pannelli in truciolato. L’innovativo collante da rifiuti plastici è adatto, infatti, per compattare il truciolato di legno, materiale che ha numerosi usi nel settore edilizio, nell’arredamento, nella falegnameria.

Truciolato più ecologico, un bene per l'economia tricolore

Ogni anno l’Italia produce circa 3 milioni di tonnellate di pannelli truciolari, sinora composti mediamente da un 80% di legno e un 20% di resine alla formaldeide, utilizzate perché a basso costo. Il pannello truciolare tricolore rappresenta un mercato che vale circa 1,2 miliardi di fatturato annuo, in gran parte alimentato dall’industria del mobile, che a sua volta vanta un giro d’affari di 42 miliardi, 17 derivati dall’export, un 20% di questi sul mercato Usa. E proprio gli Stati Uniti si apprestano a vietare entro il 2024 l’utilizzo delle resine alla formaldeide, sospettate di essere cancerogene. Se la stessa normativa entrasse in vigore anche in UE, i produttori dovrebbero passare a collanti alternativi, già in commercio ma ben più costosi. Il brevetto della VGM Patent, quindi, potrebbe anche risolvere questo problema, evitando alle industrie italiane del legno truciolare di incorrere in una lievitazione dei costi che ne minerebbe la competitività sul mercato internazionale.

Test superati, ora via alla produzione su scala industriale

Presentata e premiata a Ecomondo 2018, la fiera di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare, l’idea dei tre imprenditori di Desenzano è stata scelta da Corepla, il Consorzio nazionale per la Raccolta, il Riciclo ed il Recupero degli Imballaggi in Plastica, per la campagna di crowdfunding “Attacca il truciolo!”, avviata in collaborazione con la piattaforma Produzioni dal Basso, con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere lo sviluppo dell'innovativa resina, la sua validazione all’interno di un processo consolidato e su macchine già in uso, fino all’eventuale produzione industriale, una volta dimostrata la piena efficacia.

“Grazie ai fondi raccolti – raccontano i tre soci di VGM Patent - è stato possibile avviare il processo di brevettazione internazionale e completare il prototipo, contribuendo quindi alla sua validazione. Ora il progetto è consolidato – aggiungono – a fine 2018 si sono concluse positivamente le fasi di test su tutti i passaggi del processo e, al momento, stiamo lavorando all’applicazione pratica su scala industriale che culminerà nella realizzazione di un impianto pilota”.

 

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19 ago 2019

Dà vita a imballaggi ecosostenibili e di qualsiasi forma: è sia un procedimento, sia un macchinario brevettato per la lavorazione del materiale termoplastico (ovvero una plastica che si modella grazie al calore). Ecco Agripak. Quella messa a punto è un’invenzione la cui brevettazione è stata sostenuta da Regione Lombardia con Fondi Europei POR FESR 2014-2020, attraverso le risorse messe a disposizione dal bando Innodriver nel 2017.

Questo packaging dall’impatto ambientale praticamente nullo – è infatti riciclabile al 90% - può essere utilizzato in molteplici settori: dall’alimentare alla logistica industriale, dall’automotive alla pubblicità, dall’agricoltura alla gestione dei rifiuti, fino al settore nautico. Notevoli quindi i vantaggi per l’ambiente: tra gli obiettivi centrali del brevetto infatti c’è la riduzione dell’utilizzo di 22 mila tonnellate di materiale termoplastico vergine grazie all’impiego di materiale riciclato.

Tra i 17 obiettivi previsti dall’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile l’obiettivo 12 sollecita un consumo e una produzione responsabili. Ecco quindi un esempio di come impiegare la tecnologia per lo sviluppo di nuovi modelli di produzione sostenibili, in un’ottica di economia circolare: l’imballaggio invece di finire in discarica verrebbe riciclato quasi totalmente.

Le ricadute concrete sul territorio quindi riguardano principalmente l’Area di Specializzazione intelligente (S3) del Manifatturiero Avanzato e cioè la produzione con processi innovativi; ma anche quella dell’Agroalimentare (AG3-Alimenti sicuri per un consumo sostenibile). L’area di maggiore impiego del prodotto è quella del packaging destinato agli alimenti: in particolare l’imballaggio, stoccaggio e trasporto del pesce.

Il progetto prevede anche l’attivazione di 9 partenariati – con un incremento di 18 nuovi posti di lavoro distribuiti tra i partner - con imprese da tutto il territorio dell’Unione Europea: dalla Spagna al Portogallo all’Italia, dalla Francia alla Germania dalla Svezia, dalla Bulgaria alla Polonia fino alla Grecia.

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7 ago 2019

Si chiama MyReplast ed è il più avanzato impianto per il riciclo di materiale plastico d’Europa. A metterlo a punto, a Bedizzole di Brescia, NextChem, società del gruppo Maire Tecnimont che con 60 dipendenti e 8 controllate sta gestendo 24 iniziative tecnologiche per accelerare l’industrializzazione della chimica verde.

Realizzato sfruttando un’esclusiva tecnologia proprietaria, l’impianto si basa su di un modello di business economicamente sostenibile ed è unico in Europa per capacità produttiva, flessibilità di trattamento e qualità del prodotto finito. Lo stabilimento è in grado, infatti, di produrre oltre 40 mila tonnellate all’anno di polimeri riciclati, pari al consumo di plastica di un milione di persone, praticamente di una città come Napoli.

Il rifiuto torna a nuova vita grazie alla tecnologia

L’innovativo impianto consente di trattare varie tipologie di rifiuto plastico in ingresso, sia nell’ambito del post-consumo industriale (componenti di autovetture, scarti di produzione di packaging alimentare e industriale), sia nel campo post-consumo urbano (materiale proveniente dalla selezione della raccolta differenziata). Il processo tecnologico di trattamento assicura un prodotto finito – il polimero riciclato – di qualità elevatissima, con un’efficienza di riciclo del 95%.

L’approccio seguito da Maire Tecnimont punta ad implementare la logica ‘dal prodotto alla gestione del rifiuto’: partendo infatti dalle esigenze del mercato a valle, l’obiettivo è quello di produrre un materiale con caratteristiche chimico-fisiche e proprietà meccaniche in grado di colmare l’usuale gap qualitativo con la plastica vergine (proveniente direttamente dagli idrocarburi di origine fossile). Attraverso un approccio innovativo, infatti, MyReplast migliora le proprietà del materiale plastico in entrata (up-cycling) consentendone il suo utilizzo per manufatti in grado di accedere a mercati ‘premium’ ad alto valore aggiunto.

Una nuova economia sostenibile della plastica

“Nell’ottica di una nuova economia sostenibile della plastica, MyReplast rappresenta uno step importante nella strategia di green acceleration del Gruppo” – ha spiegato Pierroberto Folgiero, AD di Maire Tecnimont, inaugurando l’impianto alla presenza tra l’altro dell’Assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo. “Vogliamo essere industriali sostenibili, ma con approccio innovativo – ha poi aggiunto il presidente e fondatore del Gruppo, Fabrizio Di Amato – e al tempo stesso giocare anche un ruolo di acceleratori di startup. Per questo, in tema di ricerca e innovazione, stiamo già collaborando attivamente con atenei come il Politecnico di Milano e la LUISS di Roma”.

Carburanti e plastica da fonti rinnovabili

Attraverso la controllata NextChem, Maire Tecnimont opera non solo nel campo dell’economia circolare, ma anche in altri settori emergenti della transizione energetica con l’obiettivo, ad esempio, di mitigare gli effetti sull’ambiente delle tecnologie utilizzate per l’industria della trasformazione petrolifera, o ancora, individuare additivi o oli sostitutivi per produrre carburanti e plastiche da fonti rinnovabili.

 

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31 lug 2019

La qualità dell’aria nella pianura padana? È ‘affare’ anche europeo. Anzitutto perché l’UE è in prima fila nel progetto Prepair per il controllo delle emissioni inquinanti in atmosfera, con lo stanziamento di 10 milioni di euro sui 17 complessivi.

E perché proprio al Bacino del Po, oggetto di studio di Prepair insieme alla Slovania, l’Europa guarda come ‘area test’ di misure da applicare poi in altre zone del Vecchio Continente, comunque afflitte dal problema di un eccesso di PM10, ossidi di azoto, ozono in diversi settori.

Questo e altro spiega in questo video Guido de Wilt della Commissione europea, uno dei relatori della conferenza di midterm del progetto Prepair ospitata a metà luglio da Regione Lombardia, che insieme alle altre regioni della pianura padana è partner del progetto:

In allegato la presentazione portata da De Wilt come relatore alla conferenza sopracitata: qui sono riportati i dati dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini europei e sull’economia UE; le direttive comunitarie sul controllo delle emissioni; l’indicazione delle aree a maggiore concentrazione di PM10, come appunto la pianura padana; le buone pratiche da attuare nelle città per migliorare la qualità dell’aria e i diversi fondi a disposizione.

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30 lug 2019

Un camino a legna evoca intimità, calore domestico, benessere. Questa forma di riscaldamento domestico ha però un impatto ambientale non indifferente. Soprattutto nella pianura padana, che anche per le sue peculiarità - tra cui una velocità del vento tra le più basse d’Europa - risente particolarmente delle emissioni delle biomasse legnose.

 

Per essere precisi, nel bacino del Po il riscaldamento domestico pesa per il 55% sulla produzione di PM10. E la gran parte di questo deriva dalla combustione da legna. Ecco perché i camini e la loro corretta gestione sono all’attenzione di una parte specifica del progetto europeo Prepair per la riduzione degli inquinanti atmosferici, nell’area della pianura padana e in Slovenia. Come spiega in questo video Alberto Suppa, project manager di Prepair per Regione Lombardia:

In allegato anche la presentazione completa portata da Suppa alla conferenza midterm del progetto LifePrepair, ospitata da Regione l’11 luglio scorso.

 

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29 lug 2019

Quanto pesano effettivamente i singoli inquinanti sulla qualità dell’aria nella pianura padana, dal PM10 agli Ossidi di Azoto? E in che modo, concretamente, si può ridurli in modo significativo, per raggiugere gli obiettivi fissati dalla UE nella lotta all’inquinamento atmosferico?

Ecco alcune delle domande a cui vuole dar risposta il progetto europeo Prepair - 7 anni di durata con scadenza nel 2024, 17 milioni di euro di finanziamenti di cui 10 dalla Commissione Ue -, tra i cui partner c’è Regione Lombardia.

Tra le azioni previste dal progetto ci sono infatti anche quelle relative a una conoscenza preventiva dell’entità del problema, con l’elaborazione e condivisione di un dataset dei valori dei principali inquinanti nell’area del bacino del Po, che insieme alla Slovenia costituisce il territorio di riferimento del progetto Prepair. Un’azione complessa, dal momento che solo il territorio della pianura padana si estende per 135 mila chilometri quadrati e ospita ben 28 milioni di abitanti.

Da qui è partito il lavoro di Arpa Lombardia e delle agenzie ambientali delle altre tre regioni italiane coinvolte (Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, oltre alla provincia autonoma di Trento).

Un lavoro di censimento e di elaborazione degli scenari futuri sugli inquinanti nel bacino del Po e in Slovenia, come spiega in questo video Elisabetta Angelino (responsabile dell’Unità di Modellistica qualità dell'aria e inventari di Arpa Lombardia), fornendo le cifre sui diversi impatti di riscaldamento non industriale, traffico, agricoltura:

Si va dunque verso uno scenario di riduzione dei principali inquinanti, anche grazie - sottolinea Angelino - all’evoluzione tecnologica. Ma determinante sarà l’approccio integrato proposto proprio da Prepair, per agire in modo coordinato sui territori, in settori economici e  e su fronti diversi, fino a un ripensamento dei modi di produzione in un’ottica di maggiore sostenibilità.

La presentazione completa portata da Arpa Lombardia alla conferenza midterm del progetto Prepair è disponibile in allegato.

 

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26 lug 2019

Velocità del vento, inquinanti secondari, le azioni coordinate necessarie a ridurre le emissioni, la spesa su questo fronte dal 2005 a oggi. È una fotografia precisa delle peculiarità e degli scenari nella pianura padana quella tracciata dall’ingegnere Gian Luca Gurrieri di Regione Lombardia, nel suo intervento alla conferenza di midterm del progetto europeo Life Prepair sulla qualità dell’aria nell’area del bacino del Po.

Una sintesi dei punti toccati in questo video:

Quello che emerge, dunque, è la necessità di interventi integrati. Tra Regioni diverse - quattro quelle coinvolte nel progetto ovvero Piemonte, Veneto ed la capofila Emilia-Romagna, oltre alla Lombardia -, ma anche in settori diversi. Agricoltura, mobilità, biomasse, efficienza energetica: sono molti gli ambiti in cui la lotta all’inquinamento atmosferico dovrà far sentire il suo peso, e l’innovazione tecnologica nei diversi ambiti non potrà che tenerne conto.

In allegato la presentazione completa portata alla conferenza, con l’indicazione dei trend relativi all’emissione dei principali inquinanti, gli obiettivi da raggiungere, secondo le tempistiche fissate dall’Unione, e il contributo che può arrivare proprio dall’Europa.

 

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25 lug 2019

Dati, strategie, fondi, percezione dei cittadini: insomma uno sguardo a 360° sull’inquinamento atmosferico nella pianura padana. Questo ha offerto la  conferenza di medio termine del progetto “PrepAir - The Po Basin together for the quality of life”, che Regione Lombardia ha ospitato l’11 luglio.

L’importanza del progetto e gli obiettivi di Regione sul fronte della lotta agli inquinanti sono illustrati in questo video dall’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, che spiega anche alcune delle peculiarità del bacino del Po:

Più in dettaglio, Prepair (ovvero Po Regions Engaged to Policies of Air) prevede 36 azioni, organizzate in 5 pilastri tematici: emissioni e valutazione della qualità dell’aria, agricoltura e allevamento, biomassa, trasporti, efficienza energetica.

Si tratta insomma di “una strategia complessa”, ha sottolineato Cattaneo. Le criticità del bacino padano del resto sono note, altre meno note sono state evidenziate proprio alla conferenza. L’area del bacino del Po è per questo un oggetto di studio - e di test di buone pratiche sul fronte della lotta agli inquinanti - davvero significativo.

Il Bacino del Po, un’area complessa

Basti pensare che nella pianura padana risiedono ben 23 milioni di persone - pari al 40% della popolazione italiana - e che in quest’area viene prodotto il 50% del PIL nazionale. Numeri che comportano ovviamente emissioni rilevanti eppure - nota l’indagine condotta nell’ambito del progetto UE - “inferiori alla media europea e in linea con quelle dei Paesi tecnologicamente più avanzati, se rapportate al PIL o al numero di abitanti, segno di standard tecnologici e pratiche gestionali tra le più avanzate”.

Detto questo, “le peculiari condizioni meteoclimatiche della pianura padano rendono particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti, provocando superamenti dei valori limite per polveri, ossidi di azoto ed ozono”.

E l’indagine “Valuta l’aria” svela che la percezione dei cittadini sulla qualità dell’aria nel bacino del Po è negativa, anche se le emissioni dei principali inquinanti sono in calo: lanciata nel novembre 2018 e condotta su oltre 7.300 persone di tutti i 42 capoluoghi di provincia dell’aria, la ricerca rivela che per il 63% degli intervistati l’aria è peggiorata (l’indagine completa è scaricabile a questo link).

La soluzione proposta dal progetto UE è quella di una strategia e misure integrate e coordinate tra le Regioni interessate - alla conferenza erano presenti anche gli assessori all’Ambiente dell’Emilia-Romagna Paola Gazzolo e del Piemonte Matteo Marnati - per promuovere “stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili”. In questo l’innovazione tecnologica può giocare un ruolo importante.

Il Protocollo di Torino

“Ai primi di giugno a Torino - ha ricordato a questo proposito Cattaneo  - in occasione del ‘Clean Air Dialogue’ con la Commissione europea si è firmato un protocollo con impegni precisi per ridurre l’inquinamento atmosferico, con misure che toccano i tre settori maggiormente responsabili: trasporti, agricoltura e riscaldamento domestico a biomassa. Questo il senso dell’impegno che stiamo svolgendo e che svolgeremo anche negli anni a venire”.

Il nodo Infrastrutture

Da parte sua l’assessore Marnati ha ricordato che “il tema delle infrastrutture non è solo di carattere economico, ma investe anche il beneficio ambientale. La realizzazione della TAV, in base all’analisi costi-benefici, porterebbe a una riduzione di un milione di tir all’anno con un decremento di 3 milioni di tonnellate di Co2 all’anno in atmosfera e 26 milioni entro il 2030. L’Europa chiede che il 30% delle merci si sposti su rotaia. Ciò sarà possibile se si termineranno le grandi opere come la TAV, il terzo valico e nodi ferroviari di Torino e Novara. Per Torino, le energie vanno concentrate sulla realizzazione della metropolitana. La nuova linea toglierebbe dalla circolazione 80 mila auto al giorno”.

Uno strumento straordinario

“Il progetto ‘Prepair’, di cui l’Emilia-Romagna è capofila, si sta rivelando uno strumento straordinario per guidare le regioni del Bacino Padano verso risultati sempre migliori - ha commentato poi l’assessore Gazzolo -: l’analisi degli scenari emissivi finora condotta fa emergere con chiarezza che, lavorando insieme, entro il 2025 è possibile abbattere di circa il 40% le concentrazioni di polveri sottili e gli ossidi di azoto e del 22% quelle di ammoniaca”.

 

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3 lug 2019

Dalle città di oggi alle smart city di domani il percorso da compiere è ancora lungo. E passa non solo dalla digitalizzazione, ma - ancora prima - dalla riqualificazione urbana degli spazi. Sotto il profilo energetico e ambientale.

Il nodo delle bonifiche delle aree abbandonate, in particolare, si pone come ineludibile. Non a caso, l’impatto delle bonifiche sui processi di rigenerazione rimane uno dei maggiori aspetti in discussione tra i vari players - pubblici e privati - coinvolti nelle trasformazioni urbane.

La bonifica dei siti da rigenerare rappresenta infatti ancora oggi, un rischio in termini di costi e tempi e, quindi, un disincentivo a investire nei brownfields, ovvero nella riqualificazione di aree industriali dismesse che invece possono rappresentare una grande opportunità di sviluppo sociale ed economico, oltre che di tutela ambientale.

Non solo. Oltre ai problemi legati alla nota complessità normativa e amministrativa, il tema delle bonifiche soffre spesso di una spettacolarizzazione degli effetti negativi, associata a una comunicazione poco efficace e a una scarsa conoscenza delle tecniche e delle norme di intervento nell’ambito della rigenerazione.

In questo quadro, Regione Lombardia e AUDIS - associazione Aree Urbane DISmesse - organizzano per l’8 luglio il convegno “Il suolo circolare. Una nuova cultura di bonifica per la rigenerazione urbana”.

Qui verranno discusse le proposte emerse da tre workshop realizzati da febbraio ad aprile 2019 su norme, sostenibilità sociale ed economia.

Il confronto tra oltre 50 esperti invitati ha individuato elementi che rappresentano un filo conduttore dei tre argomenti trattati, così come aspetti di innovazione e spunti di riflessione su soluzioni innovative da attuarsi nel breve e nel medio-lungo termine.

L’appuntamento è dalle 9 alle 13.30, all’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli (piazza Duca D’Aosta n. 3, Milano).

Le iscrizioni a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-suolo-circolare-una-nuova-cultura-di-bonifica-per-la-rigenerazione-urbana-63468962375

Per informazioni: tel. 340 6483093, email segreteria@audis.it

 

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4 giu 2019

Nell’ambito della Presidenza Italiana EUSALP 2019, Regione Lombardia e Confindustria Lombardia organizzano il 3-4 luglio 2019 a Milano l’evento “Circular economy to boost macroregional sustainable growth - Boostalps 2.0”.

Obiettivo dell’evento è aprire un dibattito a livello macroregionale sul tema dell’economia circolare, per poi approfondirne le opportunità nel settore tessile al fine di offrire agli attori che operano nella filiera l’occasione per esplorare nuove soluzioni, modelli di business, tecnologie e opportunità di R&S.

A chi si rivolge

L’iniziativa gratuita è rivolta a enti, aziende, università, centri di ricerca, associazioni, cluster e istituzioni politiche provenienti dalle regioni d’Europa interessate dalla Strategia per la Macroregione Alpina (EUSALP).

In particolare, “Boostalps 2.0” si indirizza a soggetti coinvolti nei processi decisionali per la promozione dell’economia circolare, nelle politiche pubbliche e nelle strategie aziendali; a quelli interessati a incontrare i maggiori player della filiera tessile, o alla ricerca di partner commerciali e tecnologici; a realtà in possesso di un un’idea innovativa o di un progetto di economia circolare. E ancora, a tutti coloro che sono incuriositi dalle sfide dell’economia circolare e disponibili a confrontarsi a livello internazionale.

In allegato la bozza di programma dell’evento.

La registrazione può essere effettuata entro il 28 giugno 2019 sul sito https://boostalps2019.b2match.io/

Per maggiori informazioni, in particolare sulla sessione di B2B si può chiamare lo 0258370800 o scrivere all’indirizzo email: een1@confindustria.lombardia.it.