Osservatorio economia circolare e transizione energetica

L’Osservatorio per l’economia circolare e la transizione energetica è un tavolo di confronto istituzionale, istituito ad ottobre 2018, per la condivisione degli obiettivi strategici delle politiche regionali per il clima e per la sostenibilità dell’uso delle risorse con tutti gli attori del territorio. La partecipazione al dibattito istituzionale è aperta a tutte le associazioni di categoria, alle organizzazioni sindacali, alle università e agli enti di ricerca, alle associazioni degli enti locali, alle associazioni ambientaliste, alle associazioni dei consumatori.

L’Osservatorio è organizzato in tavoli di coordinamento permanenti che definiscono gli indirizzi, gli obiettivi e i risultati attesi del processo di costruzione comune delle politiche e strategie regionali per l’ambiente e il clima - il coordinamento tecnico è in capo alla Segreteria Tecnica e il coordinamento istituzionale al Tavolo Istituzionale – e in tavoli tematici che elaborano specifici contributi da integrare nei nuovi piani e programmi regionali. Ai tavoli tematici sono invitati, oltre ai membri formali dell’Osservatorio, enti, organizzazioni ed esperti con specifica esperienza e competenza nel settore e nei temi oggetto di confronto tecnico.

Ad oggi sono stati attivati i seguenti tavoli tematici:
  • Area Economia Circolare
    • Fanghi da depurazione
    • Rifiuti da costruzione e demolizione
    • Scorie di fusione
    • Spreco alimentare
    • Plastiche – Progetto Plasteco
    • Progetto Circe
  • Area Transizione Energetica
    • Efficienza energetica
    • Fonti energetiche rinnovabili
 


Ecco i 17 obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo
Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile.
Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti
Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze
Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie
Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni
Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.
Costruire infrastrutture resilienti e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni
Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili
Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico
Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci, responsabili ed inclusive a tutti i livelli
Rafforzare gli strumenti di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile
Elementi totali 2.
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15 ott 2021

Nel 2100, le temperature globali saliranno di 2,1 gradi: dunque oltre la soglia dei 2 gradi fissata come obiettivo dell’Accordo di Parigi sul clima per arginare il surriscaldamento del Pianeta. Così avverte la IEA, Agenzia Internazionale dell’Energia. Mentre sul web irrompono le immagini tratte da un sito, che utilizza l’Intelligenza Artificiale per mostrare come la nostra casa, o i luoghi simbolo della nostra città, potrebbero trasformarsi per effetto dei cambiamenti climatici.

C’è insomma dato, da allarme rosso, e c’è la potenza dirompente del ritratto dei luoghi a noi più vicini, in tutti i sensi: inondati per effetto dell’innalzamento dei mari o di inondazioni dovute a fenomeni metereologici sempre più estremi, coperti da una cappa pesante di smog, oppure dai fumi degli incendi provocati dalla maggiore aridità. Così li ‘fotografa’ l’Intelligenza Artifciale, elaborando i dati relativi alle previsioni attualmente disponibili sugli effetti del Climate Change.

Basta inserire un indirizzo, perché venga geolocalizzato, e ‘scegliere’ l’effetto dei cambiamenti climatici che si vuole visualizzare: mentre l’immagine viene preparata, il sito offre alcuni numeri di impatto sulle emergenze già create nel mondo dai cambiamenti climatici, oltre a indicare alcune possibili azioni di contrasto.

Una percezione più diffusa dei rischi

Da un lato la comunicazione della IEA, dall’altro quella di This Climate does not exist: il messaggio lanciato è lo stesso. C’è poco tempo per invertire la rotta, e quando fatto finora non basta, anche perché non c’è una percezione realmente diffusa degli effetti concreti che ognuno di noi patirà nella sua quotidianità quando le strade, le piazze, le città e i mari che conosciamo cambieranno volto.

Il 10% delle popolazione mondiale, ad esempio, vive in zone destinate a essere sommerse dall’innalzamento di mari e oceani, come conseguenza del riscaldamento globale prodotto dalle emissioni di gas climalteranti.

Da qui parte il monito contenuto nel World Energy Outlook, il rapporto annuale sullenergia nel mondo curato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia.

Il problema è che dopo la ‘boccata d’ossigeno’ portata dagli stop a numerosissime attività umane imposti dalla pandemia lo scorso anno, le emissioni di CO2 sono tornate a crescere in modo netto. E rischiano di raggiungere uno dei loro massimi picchi.

World Energy Outlook: cosa ci racconta

In questo contesto il report del World Energy Outlook analizza tre possibili scenari. Ecco, anche assumendo per buono quello degli Impegni annunciati - e cioè dei nuovi obiettivi di decarbonizzazione che varie Nazioni (fra i quali USA e UE) hanno per ora solo promesso (quelli di Parigi sono ormai considerati insufficienti), il riscaldamento globale al 2100 sforerà comunque i 2 gradi e arriverà a 2,1 gradi.

Più chiaramente: “Gli attuali impegni sul clima porterebbero nel 2030 ad appena il 20% della riduzione delle emissioni, che sarebbe invece necessaria per raggiungere il target di zero emissioni al 2050”, sintetizza il direttore esecutivo della IEA Fatih Birol.

La transizione ecologica insomma è cominciata. Ma è troppo lenta. Bisogna accelerare, e per farlo occorrono investimenti. Anche qui, il report traduce in cifre: devono almeno triplicare nell’arco dei prossimi 10 anni. E il 70% di questo incremento di investimenti in energia pulita deve interessare i Paesi emergenti.

Ecco il tema che i governi dovranno affrontare alla Cop26, la conferenza ONU sul clima in programma a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre: ovvero come incrementare rapidamente le tecnologie pulite e resilienti del futuro.

Come accelerare

Una missione impossibile? Niente affatto: investire di più si può, e conviene - non solo all’ambiente.

Sempre secondo il World Energy Outlook, più del 40% delle riduzioni di emissioni necessarie verrebbe da misure che si ripagano da sole, come migliorare l’efficienza energetica, limitare le fughe di gas, installare impianti eolici o solari in luoghi dove ora sono altre le tecnologie più competitive.

Occorre dunque investire su pannelli solari, batterie al litio, pale eoliche, elettrolizzatori e celle a combustibile. Questo porterebbe anche, stima il report, alla creazione di milioni di nuovi posti di lavoro. Già oggi, sulla base degli obiettivi di decarbonizzazione annunciati al momento dagli Stati, nel 2030 si potrebbero avere 13 milioni di occupati in più nel settore dellenergia pulita e in quelli collegati.

 

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16 lug 2021

Un bando ad hoc per aiutare i Comuni a mitigare in ambito urbani gli effetti del Climate Change e aumentare la resilienza dei sistemi insediativi soggetti ai rischi generati dai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore e ai fenomeni di precipitazioni estreme e di siccità.

È quello, aperto fino al 6 settembre 2021, pubblicato dal MITE - Ministero per la Transizione Ecologica e rivolto a Comuni con popolazione uguale o superiore ai 60 mila abitanti, risultanti dai dati ISTAT riferiti all’anno 2019.

Quello dell’adattamento e della resilienza ai cambiamenti climatici è un tema attualissimo, a cui ad esempio Regione Lombardia ha dedicato la quinta delle 5 macro aree della sua Strategia per lo Sviluppo Sostenibile, approvata dalla Giunta regionale il 29 giugno 2021 (per leggere la news dedicata, clicca qui) con l’indicazione di 97 Obiettivi strategici da raggiungere.

Alla voce Sistema eco-paesistico, adattamento ai cambiamenti climatici, agricoltura della Strategia regionale si trovano dunque i settori prioritari individuati da Regione Lombardia per le azioni di adattamento - ovvero salute umana e qualità dell'aria; difesa del suolo e del territorio e gestione e qualità delle acque; turismo e sport; agricoltura e biodiversità -, oltre ai rifermenti agli strumenti di programmazione regionale che potranno essere utilizzati.

Per saperne di più e leggere il documento integrale, vai alla pagina dedicata alla Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile, clicca qui.

Tutti gli interventi finanziabili dal bando MITE

Nella Gazzetta Ufficiale n. 135 del 08 giugno 2021 è stato dunque pubblicato il Decreto Direttoriale n. 117 del 15 aprile 2021, di istituzione del “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano” del MITE.

Il Programma prevede finanziamenti perché i municipi possano realizzare tre tipologie di interventi, di cui all’Allegato 1 del Decreto, ovvero:

- interventi green e blue per la realizzazione di spazi verdi e forestazione periurbana; edilizia climatica con utilizzo di materiali riflettenti/basso assorbimento di calore; sistemi di raccolta delle acque meteoriche; interventi di riciclo e riutilizzo delle acque reflue depurate, e per rinforzare pratiche di circolarità nella gestione del ciclo idrico integrato;

- interventi grey per la creazione di piazze, percorsi, giardini con la rimozione della pavimentazione esistente e il ripristino della permeabilità del suolo in chiave di rigenerazione urbana; sperimentazione di soluzioni per il drenaggio urbano sostenibile, per far defluire le precipitazioni particolarmente abbondanti;

- misure soft di rafforzamento della capacità adattiva (ad esempio sistemi ICT predittivi, rafforzamento dei sistemi di monitoraggio, ricerca di nuove fonti di approvvigionamento idrico in ambito urbano; monitoraggio; scenari climatici e analisi del rischio; comunicazione e sensibilizzazione).

La distribuzione dei fondi: esempi in Lombardia

Il budget che verrà distribuito ammonta a quasi 80 milioni di euro, da ripartire come indicato nell’Allegato 2 e dunque:

- il 40% ai Comuni capoluogo delle città metropolitane;

- il 30% agli altri Comuni con popolazione residente oltre i 100 mila abitanti;

- il 30% ai Comuni con popolazione residente tra 60 mila e 100 mila abitanti.

In base ai parametri indicati, ad esempio, Milano ha diritto a 6 milioni di euro, Brescia a oltre 770 mila euro, Monza a 545 mila euro, Bergamo a 540 mila, Varese a 348 mila euro, Como a 347 mila euro, Cremona a 339 mila, Pavia a 332 mila.

Come partecipare

L’avanzamento degli interventi finanziati verrà seguito da un Tavolo di monitoraggio composto da rappresentanti del ministero della Transizione ecologica, dell’ANCI e di ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), Tavolo che si occuperà anzitutto di verificare e valutare le schede di progetto presentati dai comuni.

La domanda di ammissione a finanziamento può essere inviata esclusivamente per via telematica, all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata adattamentoclimatico@pec.minambiente.it entro e non oltre lunedì 06 settembre 2021.

In allegato:

- testo del Decreto Direttoriale n. 117

- ALLEGATO 1 - Specifiche tecniche degli interventi ai fini dell’ammissibilità a finanziamento

- ALLEGATO 2 - Elenco dei Comuni destinatari del Programma e ripartizione delle risorse

- ALLEGATO 3 - Modulistica per la presentazione della Scheda Progetto (S.P.)

- FAQ